Il direttore del mercato ittico all’ingrosso di Pescara è stato vittima di un’aggressione nella notte. L’episodio è avvenuto all’interno della struttura, mentre il direttore si apprestava a iniziare le attività lavorative. Secondo le prime ricostruzioni, uno degli operatori lo avrebbe colpito al volto. A seguito dell’aggressione, il direttore si è recato presso l’ospedale locale per ricevere le cure mediche e farsi refertare. Fortunatamente, le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni e non sono gravi. All’incidente hanno assistito, tra gli altri, alcuni consiglieri comunali appartenenti alla maggioranza.
Contesto di tensione per il trasferimento della sede
L’aggressione si inserisce in un contesto di forte tensione che caratterizza da mesi il dibattito sul futuro del mercato ittico. È infatti in programma il trasferimento dell’attività dalla sua sede attuale, situata sul lungofiume, alla banchina Sud del porto canale di Pescara. Questa soluzione, tuttavia, è fermamente contestata dagli operatori del settore. Essi manifestano la propria preoccupazione riguardo alle dimensioni dei nuovi locali, ritenuti inadeguati rispetto alle reali esigenze del comparto. In alternativa, gli operatori auspicano un intervento di ristrutturazione dell’attuale mercato. Quest’ultimo, infatti, presenta già significative carenze tecniche, in particolare per quanto concerne il sistema elettronico, che stanno compromettendo lo svolgimento delle aste del pesce e creando notevoli difficoltà operative.
Proteste e mobilitazioni degli operatori del settore
Il progetto di trasferimento ha innescato un'ondata di proteste da parte degli operatori. Nella mattinata di ieri, infatti, essi hanno organizzato una manifestazione di fronte al Municipio, manifestando apertamente l’intenzione di intervenire durante il consiglio comunale previsto per il pomeriggio odierno. È stato fissato un incontro con l’assessore competente per la giornata di domani, nel tentativo di trovare una soluzione condivisa. In passato, si sono già tenuti diversi confronti tra l’amministrazione comunale e le rappresentanze degli operatori, senza tuttavia giungere a un accordo definitivo.