La Commissione parlamentare d’inchiesta sui casi di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi ha approvato all’unanimità la sua prima relazione, che ridimensiona in modo definitivo la cosiddetta "tratta delle bianche". Questa pista, che ipotizzava la scomparsa di 177 giovani ragazze a Roma nei primi anni Ottanta, è stata esclusa: tutte le ragazze sono state identificate e nessuna risulta essere stata rapita o uccisa, ma si è trattato di allontanamenti volontari.
I risultati sono stati illustrati a San Macuto dal senatore Andrea De Priamo, presidente della Commissione, e dal deputato Roberto Morassut, vicepresidente.
La relazione chiarisce che la Commissione ha verificato l’ipotesi di un fenomeno più ampio di scomparse di ragazze a Roma tra il 1982 eil 1983. L’istruttoria ha analizzato atti processuali e amministrativi, audito magistrati, avvocati, giornalisti ed esperti, e svolto accertamenti di polizia, per verificare letture unitarie o seriali delle sparizioni.
La pista delle scomparse: nessuna regia comune
Le conclusioni della relazione affermano che la pista delle ragazze scomparse deve ritenersi definitivamente ridimensionata come chiave interpretativa dei casi Orlandi e Gregori. Non sono emersi elementi oggettivi a sostegno di una regia comune o di un contesto criminoso unitario. La Commissione ha quindi escluso una tratta organizzata o un fenomeno seriale dietro le sparizioni.
Questa indagine si inserisce in un percorso avviato tre anni fa, che ha visto la Commissione concentrarsi anche sulla pista della tratta delle bianche. L’attenzione si è rivolta in particolare a sedici ragazze scomparse tra maggio e giugno del 1983 in un’area circoscritta della città, tra Corso Rinascimento e il Vaticano, come emerso da rapporti della questura di Roma.
Il lavoro della Commissione bicamerale
La Commissione bicamerale d’inchiesta Orlandi-Gregori è stata istituita per fare luce sulle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, avvenute entrambe a Roma nel 1983. L’organismo parlamentare ha svolto un’ampia attività istruttoria, studiando ricerche autonome, rapporti delle forze dell’ordine e testimonianze di ex agenti dei servizi segreti.
Ha analizzato anche ipotesi investigative come la pista della pedofilia, più volte sostenuta dagli inquirenti.
La relazione presentata dalla Commissione rappresenta un punto fermo nell’inchiesta parlamentare, escludendo l’esistenza di una regia unica o di un traffico organizzato dietro le scomparse delle giovani. Tuttavia, il mistero sulle sorti di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori rimane aperto, e i loro casi restano oggetto di attenzione e approfondimento.