Una vasta slavina si è staccata questa mattina, 2 aprile 2026, sul Gran Sasso teramano, dal versante della seggiovia quadriposto ai Prati di Tivo. L’evento ha lambito il residence “Prati di Tivo”, causando danni agli infissi e all’ingresso dei garage, ma fortunatamente non ha coinvolto persone. La massa nevosa ha travolto il tracciato della strada provinciale 43bis e ha terminato la sua corsa sui campi a valle.

L’evento sul Gran Sasso teramano

La valanga, paragonata per dimensioni a quella verificatasi il 18 gennaio 2017, giorno della tragedia di Rigopiano, ha interessato l’area dei Prati di Tivo.

In quell’occasione, una slavina di vaste proporzioni colpì la località, causando numerose vittime. Questa volta, un esito tragico è stato evitato grazie all’ordinanza di evacuazione firmata il giorno precedente, 1° aprile 2026, dal sindaco di Pietracamela, Antonio Villani.

La massa nevosa si è staccata dal versante della seggiovia quadriposto, lambendo il residence e provocando danni agli infissi e all’ingresso dei garage, senza che alcuna persona venisse coinvolta. La corsa della slavina ha poi travolto il tracciato della strada provinciale 43bis, fermandosi sui campi sottostanti.

Evento di dimensioni analoghe a quello del 2017

Nel gennaio 2017, il massiccio del Gran Sasso fu interessato da intense nevicate e numerosi eventi sismici, che provocarono il distacco di ben 46 valanghe nella sola giornata del 18 gennaio. Tra queste, alcune colpirono l’area di Prati di Tivo. Ulteriori 15 valanghe si registrarono la mattina del 20 gennaio, di cui 12 nell’area del Corno Grande – Prati di Tivo.