Un attacco con droni, attribuito alle forze ucraine, ha colpito un dormitorio studentesco nella regione di Lugansk, sotto controllo russo, causando un bilancio drammatico. Il presidente russo Vladimir Putin ha riferito che l'incursione, avvenuta nella serata di ieri, ha provocato la morte di sei persone, il ferimento di trentanove e la dispersione di quindici individui. La struttura ospitava studenti adolescenti, rendendo l'episodio di particolare gravità.
Putin, citato dall'agenzia Ria Novosti, ha condannato l'accaduto come un "attacco terroristico" perpetrato dal "regime neonazista che ha preso il potere a Kiev".
Le autorità russe hanno identificato l'edificio come parte dello Starobilsk College dell'Università Pedagogica di Lugansk. Al momento del raid, il dormitorio ospitava ottantasei ragazzi, di età compresa tra quattordici e diciotto anni. Le operazioni di soccorso hanno estratto vive almeno due persone dalle macerie, ma fino a diciotto studenti risultano ancora intrappolati, alcuni in gravi condizioni.
Bilancio e danni dell'attacco
Le prime informazioni russe indicavano almeno quattro morti e trentacinque feriti tra i giovani. Il presidente Putin ha poi aggiornato i decessi a sei e i dispersi a quindici. I tre piani superiori dell'edificio di cinque piani sono stati completamente distrutti dall'impatto.
Le autorità hanno evidenziato l'assenza di strutture militari nelle vicinanze del dormitorio, definendo l'episodio un "crimine mostruoso".
Reazioni e iniziative internazionali
Il Cremlino ha richiesto che i responsabili dell'attacco vengano identificati e puniti. È stata annunciata una sessione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a New York per discutere l'accaduto. Non sono pervenuti commenti ufficiali dalle autorità ucraine. L'agenzia Reuters ha dichiarato di non aver potuto verificare in modo indipendente i dettagli dell'attacco.