Un'operazione anticlan, condotta il 19 maggio 2026 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, ha portato a ventisei misure cautelari (ventitré arresti in carcere, tre divieti di dimora). L'intervento, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha colpito i “Panzarottari”, propaggine del clan Moccia di Afragola. Sequestrati armi e droga, inclusi panetti con la caricatura del presidente russo Vladimir Putin. L'arsenale comprendeva kalashnikov, fucili di precisione, pistole (una con silenziatore) e diverse tipologie di stupefacenti.

Documentata in video un'estorsione: individui armati di mitra sparavano contro la serranda di un esercizio commerciale, evidenziando la violenza del gruppo.

Le attività illecite e le accuse

I soggetti colpiti gestivano una fiorente piazza di spaccio (cocaina, hashish e marijuana). Imponevano il pizzo con atti intimidatori armati a commercianti e imprenditori. Le accuse contestate spaziano dall'associazione di tipo mafioso al traffico illecito di stupefacenti, detenzione e porto di armi, ricettazione, favoreggiamento, estorsione, accesso indebito a dispositivi di comunicazione per detenuti e spaccio di droga.

Le indagini hanno rivelato che i vertici detenuti impartivano direttive ai complici in libertà, usando telefoni cellulari illecitamente introdotti.

L'attività era condotta con il metodo mafioso per agevolare il clan Moccia. Il clan Moccia di Afragola è una radicata organizzazione camorristica; i Panzarottari operavano come sua articolazione diretta per estorsioni e spaccio a Castello di Cisterna e limitrofi. L'operazione si inserisce nel costante impegno di contrasto alla criminalità organizzata e alla camorra in Campania.