Il mondo del basket e dello sport è in lutto per la scomparsa di Jason Collins, ex cestista della NBA, deceduto all'età di 47 anni. La notizia del suo decesso, avvenuto il 13 maggio 2026, segue una lunga battaglia contro un cancro al cervello. Collins era noto non solo per la sua carriera nel campionato di basket professionistico statunitense, ma anche per essere stato un pioniere, tra i primi giocatori della lega a dichiarare pubblicamente la propria omosessualità, lasciando un'impronta nella storia dello sport.

La sua carriera nella NBA iniziò nel 2001.

Collins vestì le maglie di diverse squadre, tra cui i New Jersey Nets, i Memphis Grizzlies, i Minnesota Timberwolves, gli Atlanta Hawks, i Boston Celtics, i Washington Wizards e i Brooklyn Nets. Con oltre 700 partite disputate, si distinse per le sue doti difensive e per un impegno che andava oltre il campo, dimostrando dedizione sia in gioco che fuori.

Il coraggio di Jason Collins: un pioniere nello sport

Jason Collins non raggiunse la notorietà solo per le sue performance atletiche, ma soprattutto per il suo ruolo di pioniere nei diritti civili nello sport. Il 2013 segnò un momento cruciale: decise di fare coming out, diventando il primo atleta apertamente gay a competere in una delle quattro maggiori leghe professionistiche degli Stati Uniti.

Questo gesto fu riconosciuto come un momento storico per la NBA e, più in generale, per l'intero panorama sportivo, aprendo nuove prospettive di inclusione e accettazione. "Jason ha cambiato la vita delle persone in modi inaspettati ed è stato fonte di ispirazione per tutti coloro che lo hanno conosciuto, così come per chi lo ammirava da lontano. Siamo grati per l'ondata di affetto e preghiere ricevuta negli ultimi otto mesi, nonché per le eccezionali cure mediche che Jason ha ricevuto dai suoi medici e infermieri", si legge nella nota pubblicata dai familiari.

L'eredità di un campione: impegno e inclusione

Oltre alla sua brillante carriera sportiva, Collins si distinse per il suo costante impegno a favore dell'inclusione e contro ogni forma di discriminazione.

Dopo il ritiro dal basket professionistico, rimase un punto di riferimento per la comunità LGBTQ+ e un'ispirazione per le nuove generazioni di atleti. La sua scomparsa lascia un profondo vuoto non solo nel mondo dello sport, ma anche tra tutti coloro che hanno visto in lui un esempio di coraggio, integrità e determinazione, la cui eredità continuerà a vivere.