I membri della Flotilla, fermati ad Ashdod, Israele, hanno denunciato violazioni estreme, umiliazioni sessuali e gravi ferite inflitte dalle forze israeliane. Tra le denunce: tre ricoveri, decine con sospette fratture costali e difficoltà respiratorie. Durante l'intercettazione, uso frequente di taser e ferite da proiettili di gomma. I detenuti hanno subito degradazioni, molestie sessuali e umiliazioni, inclusa la rimozione dell'hijab a diverse donne.
Violenza e umiliazione: le denunce
Le testimonianze, raccolte dal team legale dell'ONG Adalah, delineano un clima sistematico di violenza e intimidazione.
Perquisizioni invasive e umilianti, violenze fisiche e sessuali dirette a uomini e donne. Almeno quattro persone hanno denunciato violenza sessuale dai soldati israeliani. Alcuni riferiscono penetrazione anale con un dito, altri colpiti ripetutamente ai genitali o sottoposti ad aggressioni verbali a sfondo sessuale. Genitali afferrati, stretti o tirati.
Questi episodi sono descritti come parte di un modello più ampio volto a disumanizzare chi esprime solidarietà. Riferito un regime di privazione ambientale deliberata: aree esterne ai container allagate, rimozione di vestiti pesanti, mancanza di cibo, acqua, coperte e negligenza medica.
Assistenza legale e detenzione dei leader
L'ONG Adalah ha fornito assistenza legale ai membri della Flotilla, documentando condizioni e denunce.
La Global Sumud Flotilla cerca di far luce sul trattamento riservato ai partecipanti. L'esercito avrebbe fatto ricorso a violenze fisiche e sessuali quando percepiva la propria autorità messa in discussione.
La detenzione dei leader Saif Abukeshek e Thiago Ávila prosegue nella prigione di Shikma, in Israele. Le organizzazioni coinvolte monitorano la situazione e raccolgono ulteriori testimonianze sul trattamento dei partecipanti della Flotilla.