Tel Aviv, 19 maggio 2026 – Il ministero degli Esteri israeliano ha comunicato che tutti i 430 attivisti della Flotilla sono stati trasferiti su navi militari israeliane e sono ora in viaggio verso Israele. Al loro arrivo, sarà loro garantita la possibilità di incontrare i rispettivi rappresentanti consolari.
La missione è stata duramente criticata dal ministero, che l'ha definita “un’altra flottiglia di propaganda” e una “trovata pubblicitaria al servizio di Hamas”. In una nota ufficiale, Israele ha ribadito il suo impegno ad agire “nel pieno rispetto del diritto internazionale” e ha chiarito che non permetterà alcuna violazione del blocco navale imposto sulla Striscia di Gaza, considerato essenziale per la sicurezza.
L'operazione di intercettazione
L'operazione di trasferimento dei 430 attivisti su navi delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) segna la conclusione dell'intervento. Le forze israeliane hanno intercettato i restanti vascelli della Flotilla in acque internazionali, procedendo al trasferimento dei partecipanti su imbarcazioni israeliane. Tutti gli attivisti sono ora diretti verso il territorio israeliano, dove potranno accedere all'assistenza dei loro rappresentanti consolari. Questa procedura è stata gestita per assicurare la sicurezza e il rispetto delle normative internazionali.
La posizione di Israele sul blocco di Gaza
La ferma posizione di Israele riguardo al blocco navale sulla Striscia di Gaza è stata riaffermata.
Tale misura è considerata cruciale per prevenire l'ingresso di materiali che potrebbero rafforzare gruppi come Hamas. Le autorità israeliane hanno sottolineato che ogni tentativo di forzare il blocco sarà contrastato con determinazione, in linea con il diritto internazionale. L'episodio della Flotilla è stato interpretato come un tentativo di minare la sovranità israeliana e di strumentalizzare la situazione per fini politici, ribadendo che tali azioni non favoriscono la stabilità regionale.