La Global Sumud Flotilla, una coalizione di attivisti diretti verso Gaza, è stata oggetto di un'intercettazione da parte della marina militare israeliana il 19 maggio 2026. Secondo quanto dichiarato da Maria Elena Delia, portavoce italiana della flottiglia, le navi israeliane avrebbero sparato proiettili contro sei delle imbarcazioni partecipanti, tra cui la Girolama, battente bandiera italiana.

In una dichiarazione video, Delia ha espresso grave preoccupazione: "Le navi della marina militare israeliana stanno sparando proiettili, di cui non conosciamo la tipologia, non sappiamo se veri o di gomma".

La portavoce ha sottolineato la serietà dell'accaduto, affermando che, anche in caso di proiettili di gomma, si tratterebbe di un "atto gravissimo". "Stanno già compiendo un atto criminale, e ora aggiungono anche l'utilizzo delle armi", ha aggiunto, evidenziando la condanna per l'azione intrapresa.

Dettagli dell'intercettazione e il coinvolgimento italiano

Gli organizzatori della Global Sumud Flotilla hanno riferito che le forze israeliane hanno intercettato tutte le imbarcazioni rimanenti della flottiglia, il cui obiettivo era sfidare il blocco navale imposto da Israele su Gaza. Le operazioni di fermo sono iniziate a circa 268 chilometri dalla costa di Gaza, dopo che le imbarcazioni erano salpate la settimana precedente dalla Turchia.

Una trasmissione in diretta dal sito web della flottiglia ha mostrato momenti concitati: soldati israeliani armati sono saliti a bordo delle barche, mentre gli attivisti, indossando giubbotti di salvataggio, alzavano le mani in segno di non belligeranza. Successivamente, è stato documentato come i soldati abbiano distrutto le telecamere montate sulle imbarcazioni, un dettaglio che solleva interrogativi sulla trasparenza delle operazioni.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha prontamente richiesto una revisione urgente dell'uso della forza da parte di Israele. Questa richiesta è giunta in seguito alle denunce degli attivisti italiani, che hanno riportato l'utilizzo di proiettili di gomma contro le loro imbarcazioni.

Gli organizzatori della flottiglia hanno confermato che un totale di cinque barche ha subito colpi durante le operazioni, riportando diversi danni strutturali.

Contesto e reazioni internazionali all'incidente

L'incidente del 19 maggio segue un'operazione precedente, avvenuta il giorno prima, quando la marina israeliana aveva già fermato circa 41 barche della flottiglia in acque internazionali, al largo di Cipro, procedendo al fermo delle persone a bordo. La Global Sumud Flotilla ha successivamente comunicato che centinaia di attivisti, provenienti da oltre quaranta nazioni diverse, sono stati "trasportati con la forza" da una nave israeliana verso un porto la cui identità non è stata specificata.

La flottiglia ha reiterato la richiesta di un rilascio immediato e incondizionato di tutti i partecipanti, estendendo l'appello anche ai detenuti politici palestinesi. La missione della flottiglia è stata presentata come pacifista, con l'intento primario di richiamare l'attenzione sulle difficili condizioni umanitarie a Gaza e di contestare il blocco navale imposto da Israele dal 2007. Le autorità israeliane, dal canto loro, continuano a sostenere che il blocco sia una misura necessaria per prevenire il rifornimento di armi al gruppo Hamas, giustificando così le proprie azioni di sicurezza marittima.