L’agenzia di stampa Fars, vicina al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ha riferito che “scontri sporadici” sarebbero avvenuti alcune ore prima tra le forze armate iraniane e navi statunitensi nei pressi dello Stretto di Hormuz.

Secondo quanto riportato, la situazione si inserisce in un quadro di forte tensione nonostante il cessate il fuoco in vigore da circa un mese tra i due Paesi. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato sui social che le forze americane hanno intercettato “attacchi iraniani non provocati” e hanno risposto con azioni difensive.

Le autorità militari statunitensi hanno inoltre affermato di aver colpito “installazioni militari iraniane responsabili degli attacchi contro le forze statunitensi”, precisando però che nessuna nave americana è stata colpita. Washington ha sottolineato di non volere un’escalation, ma di “restare posizionata e pronta a proteggere le forze americane”.

Il presidente Donald Trump, da Washington, ha confermato che il cessate il fuoco starebbe comunque reggendo nonostante gli scontri, dichiarando: “Hanno scherzato con noi oggi. Li abbiamo annientati”.

Nel frattempo, i media statali iraniani hanno riferito che le forze armate del Paese avrebbero scambiato colpi con “il nemico” sull’isola di Qeshm, la più grande dell’Iran nel Golfo Persico, abitata da circa 150.000 persone e sede anche di un impianto di desalinizzazione.

Altri media ufficiali hanno segnalato forti rumori ed episodi di fuoco difensivo nella zona occidentale di Teheran, mentre nel sud del Paese si sarebbero udite esplosioni nei pressi di Bandar Abbas. Le agenzie semiofficiali Fars e Tasnim hanno riportato gli episodi senza però identificare l’origine delle deflagrazioni.

Ruolo della Marina degli Stati Uniti nella regione

La Marina degli Stati Uniti opera regolarmente nel Golfo Persico come parte della Quinta Flotta, la cui base principale è situata in Bahrain. La missione di questa flotta è articolata e complessa, includendo la protezione delle rotte marittime, la prevenzione e il contrasto di traffici illeciti di varia natura, e il sostegno strategico agli alleati regionali, contribuendo alla sicurezza e alla stabilità regionale.

Le sue operazioni si estendono su un'area geografica vastissima, che, secondo le informazioni disponibili, copre circa 2,5 milioni di miglia quadrate. Questa vasta zona d'influenza comprende non solo il Golfo Persico, ma anche il Mar Rosso, il Golfo di Oman e settori significativi dell'Oceano Indiano, dimostrando una vasta capacità operativa e di sorveglianza.