Salgono da quattro a sette gli indagati nell’inchiesta coordinata dal pm Gennaro Varone, che riguarda due concorsi pubblici del Comune banditi lo scorso anno. L’indagine ruota attorno a ipotesi di irregolarità nelle procedure di selezione, in un filone investigativo che è stato ribattezzato informalmente “parentopoli” per la presenza, tra i candidati, di familiari e collaboratori di esponenti politici locali. Stando a quanto riportano diversi media locali, al centro dell’inchiesta c’è l’ipotesi di reato di falso, contestata a vario titolo agli indagati.

Commissioni d’esame e nuovi nomi nell’indagine

Tra i primi quattro nomi iscritti nel registro degli indagati figuravano il direttore generale del Comune Fabio Zuccarini, in qualità di presidente di una delle commissioni, e il capo del personale Paolo Santucci, presidente dell’altra commissione.

A questi si aggiungevano due candidati che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero potuto beneficiare delle presunte irregolarità: Quirino Santilli e Alessandra Faieta, entrambi indicati come concorrenti nel reato di falso in qualità di istigatori e beneficiari della condotta contestata. Con il proseguire delle indagini, l’elenco si è ora ampliato con altri tre dirigenti comunali di primo piano.

I nuovi indagati e le commissioni coinvolte

Tra i nuovi iscritti nel registro figurano Enrica Di Paolo, responsabile dei servizi per le politiche culturali, Andrea Ruggieri e Cristiana Lombardi.

Secondo quanto ricostruito, Santucci, Di Paolo e Ruggieri avrebbero fatto parte della commissione per l’assunzione di una figura con profilo di “Specialista in attività culturali”. Zuccarini, Lombardi e lo stesso Ruggieri, invece, avrebbero composto la commissione relativa alla selezione per “Specialista in attività amministrative e contabili”.

L’inchiesta prosegue per chiarire l’eventuale esistenza di irregolarità nelle procedure concorsuali e la reale portata delle responsabilità individuali all’interno delle commissioni esaminatrici.