Una lettera dalle detenute transessuali del Reparto Infermeria (6° Sezione) di Secondigliano è stata indirizzata al Napoli Pride, un appello per parità, uguaglianza e inclusività di genere negli istituti di pena della Campania. La missiva, firmata 'Le Sirene di Secondigliano', è stata raccolta da Antinoo Arcigay Napoli, che con Associazione Trans Napoli e Pride Vesuvio gestisce lo sportello di volontariato “Al di là del Muro” nella struttura penitenziaria.

Nel testo, le detenute esprimono la necessità di «rivendicare dignità, diritti e veri percorsi di reinserimento», sollecitando un sistema penitenziario che curi «l’aspetto umano, sociale e psicologico» del reo.

L'obiettivo è un riscatto sociale equo e la prevenzione delle recidive. Le firmatarie, definendosi «la voce più bassa, la voce muta che non si sente», chiedono: «vogliamo far sentire la nostra voce, siamo detenute ma ci siamo. Non siamo solo qui a scontare la pena!». La lettera si conclude con un potente messaggio di non violenza: «Noi sappiamo che l’antidoto di tutto ciò è la pace».

L'impegno delle associazioni e la richiesta di visibilità

Antinoo Arcigay Napoli, con Associazione Trans Napoli e Pride Vesuvio, sostiene le detenute trans di Secondigliano tramite volontariato. Rosa Rubino, attivista di Antinoo Arcigay Napoli e referente per le detenute trans, ha definito la missiva «un grido di speranza e di rivendicazione che non possiamo, e non vogliamo, ignorare».

Rubino ha evidenziato come il carcere rischi spesso di trasformarsi in «un luogo di dimenticanza, dove l’identità e la dignità vengono annullate».

Il Napoli Pride: settant'anni di rivendicazioni e inclusione

Il Napoli Pride, che nel 2026 celebra i suoi settant’anni, è un appuntamento cruciale per la comunità LGBTQIA+. Quest'anno, la piattaforma ufficiale della parata è stata redatta interamente in lingua napoletana, una scelta presentata dal Comitato Napoli Pride (composto da Antinoo Arcigay Napoli, ALFI Le Maree, Associazione Trans Napoli, Pride Vesuvio e Coordinamento Campania Rainbow) come «un preciso atto di rivendicazione e resistenza». Tra gli obiettivi primari spiccano il diritto all’abitare e il welfare di prossimità, con case di accoglienza e rifugi per persone LGBTQIA+ marginalizzate (in particolare donne trans). Si impegna inoltre a contrastare lo stigma legato all'HIV e a promuovere ambienti scolastici e universitari sicuri e inclusivi.