L'arcivescovo di Benevento, Felice Accrocca, ha lanciato un accorato e significativo appello, esortando con fermezza affinché la comunicazione, in tutte le sue molteplici forme e manifestazioni, sia costantemente e inequivocabilmente orientata al bene della collettività. Questo monito, di grande rilevanza etica e sociale, è stato espresso nel corso di un partecipato incontro pubblico, un'occasione preziosa durante la quale l'alto prelato ha sottolineato con enfasi l'inderogabile necessità di adottare una comunicazione profondamente responsabile.
Ha rimarcato l'importanza di essere estremamente attenti e pienamente consapevoli dell'impatto profondo e spesso duraturo che le parole pronunciate e le informazioni diffuse possono generare non solo sull'opinione pubblica, ma sull'intero tessuto sociale, influenzandone la coesione e il benessere.
Un appello alla responsabilità nell'informazione pubblica
Nel suo articolato e ponderato intervento, Monsignor Accrocca ha posto l'accento sull'importanza cruciale di esercitare la comunicazione pubblica con un elevato e imprescindibile senso di responsabilità. Ha ricordato, con chiarezza e determinazione, che le parole non sono mai neutre; esse possiedono una forza intrinseca capace di produrre effetti significativi, sia positivi che negativi, sulla società nel suo complesso.
L'arcivescovo ha quindi rivolto un pressante invito a tutti gli operatori del vasto e complesso mondo dell'informazione – giornalisti, editori, comunicatori – e, più in generale, a ogni singolo cittadino, a intraprendere una seria e profonda riflessione sull'importanza fondamentale di trasmettere messaggi che siano autenticamente costruttivi. Messaggi che devono contribuire attivamente al bene comune, favorendo la comprensione e l'armonia. Ha altresì esortato a evitare con ogni mezzo la diffusione di contenuti che, per loro intrinseca natura, possano alimentare divisioni, fomentare tensioni sociali, generare incomprensioni o, peggio ancora, diffondere disinformazione all'interno della comunità.
Il valore etico e la coesione sociale
Ribadendo con ferma convinzione la sua affermazione centrale – che "la comunicazione sia sempre orientata al bene della collettività" – l'arcivescovo ha voluto sottolineare con vigore il valore etico imprescindibile che deve fungere da guida e bussola morale per chiunque si trovi a comunicare. Questo principio fondamentale, ha specificato con precisione, vale indistintamente sia a livello istituzionale, per gli enti, le organizzazioni e le pubbliche amministrazioni, sia a livello personale, per ogni individuo che interagisce nel dibattito pubblico. Ha inoltre reiterato con convinzione che la società contemporanea, con le sue complessità, le sue sfide globali e le sue rapide trasformazioni, ha un bisogno impellente e vitale di ricevere messaggi che siano intrinsecamente costruttivi, capaci di ispirare fiducia, promuovere il dialogo e unire le persone.
È necessario, ha aggiunto, adottare un approccio comunicativo che favorisca attivamente la coesione sociale, rafforzi il rispetto reciproco tra le persone e tra i diversi gruppi che compongono la comunità, e contribuisca alla costruzione di un futuro più armonioso.
L'intervento di Monsignor Felice Accrocca si inserisce in un contesto più ampio e di crescente attualità, quello della riflessione critica e approfondita sul ruolo multifacettato e spesso determinante che la comunicazione riveste nella società contemporanea. Le sue parole, cariche di significato e di profonda saggezza, richiamano con urgenza l'attenzione di tutti sull'inderogabile necessità di promuovere e coltivare una vera e propria cultura della responsabilità e della solidarietà.
Questo obiettivo primario, ha implicitamente suggerito, può e deve essere perseguito attivamente attraverso un uso consapevole, etico e virtuoso delle parole e di tutti i moderni mezzi di informazione. Essi devono diventare strumenti potenti e positivi al servizio dell'unione e non della divisione, della chiarezza e non della confusione, contribuendo in modo sostanziale al progresso civile e al benessere collettivo di tutti.