Un progetto di giustizia minorile avviato a Napoli ha permesso a cinque giovani, provenienti da contesti di fragilità e seguiti dai servizi sociali, di ottenere qualifiche professionali. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività di reinserimento sociale promosse dall’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni (USSM) e si rivolge a minori che hanno avuto problemi con la giustizia o sono a rischio di devianza.

Il percorso formativo, strutturato e realizzato in collaborazione con enti locali e strutture specializzate, ha fornito ai partecipanti competenze concrete e spendibili nel mondo del lavoro.

L’obiettivo primario è favorire la crescita personale e professionale dei giovani, supportandoli in un cammino verso l'autonomia e la responsabilità. Le attività si sono svolte a Napoli, articolandosi in una parte teorica e una fase pratica, con tirocini e laboratori.

La sinergia istituzionale per il recupero dei giovani

L’USSM di Napoli, diretto da Carmela Ianniello, ha lavorato in sinergia con la Fondazione “I Figli degli Altri”, già attiva dal 2022 in progetti di prevenzione della devianza minorile e di sostegno psicologico nelle scuole della Campania. La collaborazione tra istituzioni e fondazione si è concretizzata attraverso un protocollo d’intesa. Il documento prevede interventi psicoterapeutici, psicoeducativi e di rete, rivolti ai giovani tra i 14 e i 25 anni sottoposti a procedimenti penali o seguiti dai servizi sociali.

Le attività includono sportelli di ascolto psicologico, laboratori sulla gestione delle emozioni e dei conflitti, oltre a percorsi di reinserimento scolastico e lavorativo. Dal 2025, la Fondazione ha esteso i propri interventi anche al Carcere Minorile di Nisida, con programmi specifici per la gestione della rabbia e dell’aggressività nei giovani detenuti, finalizzati al trattamento, alla prevenzione della recidiva e al reinserimento sociale.

Obiettivi a lungo termine e impatto sulla comunità

Il protocollo d’intesa siglato tra USSM e Fondazione “I Figli degli Altri” mira a promuovere l'autoregolazione emotiva e il miglioramento dei contesti di vita dei giovani coinvolti, riducendo il rischio di recidiva.

Come sottolinea la presidente Rosetta Cappelluccio, “Ogni progetto è sostenuto da una rete integrata di istituzioni — dalla scuola ai servizi territoriali, dalla rete giudiziaria al supporto familiare — con l’obiettivo del recupero psicosociale dei minori e il loro reinserimento nel sistema scolastico o lavorativo”.

In Italia, un minore su cinque soffre di un disturbo mentale, condizione che, se combinata con contesti familiari difficili, aumenta significativamente il rischio di recidiva. Le iniziative promosse a Napoli rappresentano un esempio di intervento integrato per la prevenzione e il recupero dei giovani in difficoltà.