La Corte d'Appello di Torino, attraverso la sua quarta sezione penale, ha respinto l'istanza di riparazione per ingiusta detenzione presentata da Marco Sorbara. Il commercialista aostano, attualmente consigliere regionale di Forza Italia della Valle d'Aosta, era stato assolto in via definitiva dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, dopo aver trascorso un periodo significativo di 909 giorni agli arresti. La richiesta di risarcimento era specificamente collegata alla detenzione subita nell'ambito del noto processo Geenna, un'inchiesta di vasta portata che ha fatto luce sulla presenza e le attività della 'ndrangheta nella regione Valle d'Aosta.

Le ragioni del diniego della Corte d'Appello

I giudici della Corte d'Appello hanno motivato la loro decisione ritenendo la richiesta di Sorbara infondata. L'ordinanza emessa evidenzia in modo chiaro che “la sentenza assolutoria della Corte d'Appello (datata 19 luglio 2021) non abbia escluso il verificarsi di certi accadimenti storici e non abbia smentito la portata di alcuni elementi di prova utilizzati dal giudice della cautela a sostegno del grave quadro indiziario e rispetto ai quali può muoversi a Marco Sorbara un rimprovero a titolo di colpa grave”. Questa valutazione è stata cruciale per il rigetto dell'istanza, nonostante l'assoluzione finale. È opportuno ricordare che in primo grado, nell'ambito dello stesso procedimento, Sorbara era stato condannato a dieci anni di reclusione.

Il contesto del processo Geenna e gli sviluppi giudiziari

La complessa vicenda giudiziaria nota come Geenna ebbe inizio con un'operazione di polizia su larga scala, scattata il 23 gennaio 2019, che portò all'arresto di Sorbara e di altre quindici persone. Il procedimento ha visto diversi sviluppi e, ad oggi, un ultimo filone rimane ancora aperto e attende definizione. In particolare, è previsto un terzo processo d'appello per il ristoratore aostano Antonio Raso, già condannato a otto anni di reclusione nell'appello bis svoltosi a Torino. Lo stesso iter attende l'ex consigliere comunale di Aosta Nicola Prettico e Alessandro Giachino, entrambi con condanne a sei anni e otto mesi, tutti accusati di associazione mafiosa.

Ulteriori complicazioni riguardano l'ex assessora comunale di Saint-Pierre, Monica Carcea, la cui assoluzione è stata annullata con rinvio a un nuovo processo, aggiungendo un ulteriore tassello alla complessità del quadro giudiziario.

La posizione di Marco Sorbara

Interpellato direttamente in merito alla significativa decisione della Corte d'Appello di Torino, Marco Sorbara ha preferito non rilasciare commenti sull'ordinanza dei giudici. Ha dichiarato di ritenere “corretto attendere la conclusione dell'intera procedura e l'esaurimento di tutti i possibili strumenti di ricorso previsti dall'ordinamento”, manifestando la volontà di attendere gli ulteriori passaggi legali prima di esprimersi pubblicamente sulla questione.