Il saggio "La mafia che cambia. Dalle stragi ai bitcoin, Cosa nostra oggi", del procuratore Maurizio de Lucia e del giornalista Salvo Palazzolo (Bur Rizzoli), analizza l'evoluzione di Cosa nostra. L'opera esplora l'adattamento dell'organizzazione ai cambiamenti tecnologici e sociali, pur mantenendo i propri principi. Si struttura come un alfabeto delle parole chiave emerse dalle recenti indagini, svelando strategie e linguaggi mafiosi.
Innovazione e tradizione di Cosa nostra
Il libro evidenzia l'integrazione di strumenti moderni (chat criptate, bitcoin, criptofonini) nelle attività mafiose, pur mantenendo i metodi tradizionali.
Le indagini mostrano una costante riorganizzazione dei boss. La sua presenza resta significativa in società, economia e istituzioni. Accanto a traffici di droga e pizzo, si afferma l'impresa a partecipazione mafiosa, con imprenditori che occultamente collaborano fin dall'avvio.
Alleanze e infiltrazioni
Il testo approfondisce le relazioni della mafia con altre organizzazioni, in particolare la 'ndrangheta, e con la "borghesia mafiosa" (medici, professionisti, consulenti). La provincia di Trapani è descritta come il "laboratorio economico della nuova mafia", con focus sull'energia rinnovabile. Matteo Messina Denaro è citato per latitanza e affari, mentre Totò Riina per la sua critica all'eccessiva attenzione economica.
L'ideale della "mafia buona"
Le intercettazioni rivelano la persistenza di principi e ideali tra i boss. Francesco Bonura confidava: "Noi abbiamo certe idee, certi principi che devono andare avanti". Giancarlo Romano dichiarava: "Noi abbiamo degli ideali dentro che non dobbiamo far morire mai". Prevale l'idea di una "mafia buona", che evita violenza eclatante per non provocare la reazione dello Stato, ma che esercita controllo tramite intimidazioni ed estorsioni.
Mafia, informazione e antimafia
La posizione dei boss verso l'informazione resta invariata: è un grave "disturbo". Matteo Messina Denaro affermava: "I giornalisti sono fra gli esseri più disonesti della terra", e un altro boss aggiungeva: "Giornalisti peggio del Coronavirus".
Il libro analizza il ruolo dello Stato e dell'antimafia, sottolineando l'urgenza di aggiornare strumenti culturali e investigativi per contrastare una criminalità in continua evoluzione.
Temi chiave del saggio
L'opera di De Lucia e Palazzolo è strumento essenziale per comprendere la trasformazione di Cosa nostra nell'era digitale. Tratta di collaboratori di giustizia, "tribunale mafioso", prestanome, racket delle estorsioni e rapporti con politica e istituzioni. Ampio spazio a figure di spicco e nuove forme di propaganda mafiosa, diffuse tramite social network e musica neomelodica.