La Corte d'Assise di Palermo ha inflitto la pena dell'ergastolo a Kamel El Abed e Alì El Abed Baguera, zio e nipote di origine tunisina, per l'omicidio di Badr Boudjemai. Il cameriere fu assassinato con colpi di pistola la notte del 4 novembre 2023 nel capoluogo siciliano. La sentenza è stata pronunciata dal collegio presieduto da Vincenzo Terranova il 16 luglio 2026.
L'agguato si verificò dopo che la vittima aveva terminato il turno di lavoro in un ristorante nella zona del porto di Palermo. Le indagini hanno ricostruito che Boudjemai fu seguito all'uscita dal locale.
Le telecamere di sorveglianza cittadine sono state fondamentali, documentando i movimenti del killer e permettendo agli investigatori di delineare la dinamica dell'omicidio. Kamel El Abed è stato indicato come il pianificatore del delitto, mentre Alì El Abed Baguera come l'esecutore materiale. Entrambi gli imputati lavoravano in un locale vicino a quello della vittima.
Dettagli dell'indagine e la sentenza di ergastolo
Nel corso del processo, sia Kamel El Abed che Alì El Abed Baguera si sono sempre dichiarati innocenti. Il movente dell'omicidio, nonostante le approfondite investigazioni, non è mai stato chiarito in modo definitivo. Le indagini si sono basate in particolare sull'analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno permesso di seguire il percorso del presunto assassino e di confermare che la vittima fu pedinata dopo la fine del turno di lavoro.
La Corte d'Assise di Palermo, organo giudiziario competente per i reati più gravi come l'omicidio, è composta da due magistrati togati e sei giudici popolari. La sua funzione principale è giudicare in primo grado i delitti punibili con l'ergastolo o lunghe pene detentive, come nel caso dell'omicidio di Badr Boudjemai. Le decisioni della Corte possono essere impugnate in appello.