Paolo Camellini, artigiano di 53 anni originario della provincia di Mantova, è stato definitivamente assolto in Kenya, ponendo fine a una detenzione durata oltre quattro anni. L'uomo era stato arrestato nel febbraio 2022 e successivamente condannato all'ergastolo con l'accusa di presunti abusi sessuali su un bambino di tre anni. Un verdetto che aveva scosso profondamente la sua famiglia. La Corte d'Appello della città di Kisumu aveva in seguito ridotto la pena a trent'anni di reclusione, ma la recente e attesa sentenza definitiva ha ora cancellato ogni condanna nei suoi confronti, ripristinando la sua libertà.
La notizia dell'assoluzione è stata comunicata alla famiglia Camellini nella mattinata di oggi, 31 luglio, portando un'ondata di sollievo dopo anni di angoscia. Mauro Camellini, fratello di Paolo, ha espresso la sua gioia e la speranza per un rapido ritorno a casa: “L'ambasciata italiana si sta muovendo per farlo uscire dal carcere e, se tutto andrà bene, la prossima settimana tornerà a casa”. Ha aggiunto, con evidente emozione, che Paolo è “molto provato da questa lunga esperienza, ma ha dimostrato una grande forza d'animo”, auspicando di poterlo riabbracciare presto.
Il lungo e difficile percorso giudiziario
La vicenda giudiziaria di Paolo Camellini in Kenya ha rappresentato un calvario iniziato con il suo arresto nel febbraio 2022 e la successiva, pesante condanna all'ergastolo.
Dopo un ricorso e un lungo iter processuale, la Corte d'Appello di Kisumu aveva ridotto la pena a trent'anni di carcere, un passo intermedio che aveva comunque mantenuto l'uomo lontano dalla sua patria. La sentenza definitiva, giunta dopo un'attesa estenuante, ha finalmente portato all'assoluzione completa di Camellini. Il fratello Mauro ha rivelato che la famiglia attendeva questo momento cruciale da ben un anno, sottolineando con forza: “Sono stati anni difficilissimi per tutti noi, ma non abbiamo mai smesso di credere nella sua innocenza e nella giustizia”.
Il supporto fondamentale dell'Ambasciata italiana
Durante l'intero periodo della detenzione e delle complesse procedure giudiziarie, l'ambasciata italiana in Kenya ha svolto un ruolo di supporto costante e determinante.
Mauro Camellini ha voluto esprimere un sentito ringraziamento all'ambasciatore italiano per l'assistenza fornita, definendola preziosa: “Ha fatto tanto per Paolo e per la nostra famiglia. Ora restano da completare alcune pratiche burocratiche essenziali, poi finalmente potrà lasciare il carcere e rientrare in Italia, dove lo attendiamo con impazienza”.
L'Ambasciata d'Italia a Nairobi, in situazioni delicate come quella che ha coinvolto Paolo Camellini, rappresenta un punto di riferimento indispensabile per i cittadini italiani all'estero. Le sue funzioni includono l'offerta di assistenza consolare, la tutela legale e il supporto in situazioni di emergenza. In particolare, l'Ambasciata si impegna nella protezione dei diritti dei cittadini italiani detenuti all'estero, coordinandosi con le autorità locali per garantire il rispetto delle procedure internazionali e gestendo le pratiche necessarie per il rimpatrio di connazionali che, come Camellini, siano stati assolti o abbiano concluso il periodo di detenzione.
Paolo Camellini, secondo quanto costantemente riferito dal fratello, si è sempre dichiarato innocente fin dal primo momento. La famiglia, insieme ai numerosi amici che in questi anni gli sono rimasti vicini e hanno sostenuto con tenacia la loro battaglia per la verità, attende ora con grande emozione il completamento delle ultime formalità burocratiche per il suo definitivo e atteso ritorno in Italia.