Al festival di Giffoni, Pietro Grasso ha esortato i giovani: "Dovete essere voi, con le vostre gambe, le vostre idee e le vostre scelte, a portare avanti i valori di Falcone e Borsellino". L'ex presidente del Senato ha condiviso la sua esperienza personale e professionale, un racconto di vita al servizio dello Stato, per evidenziare l'importanza di un impegno concreto per la giustizia.

Grasso ha ripercorso oltre quarant'anni in magistratura e dieci in politica, inclusa la presidenza del Senato, e il suo attuale impegno nella Fondazione Scintille di Futuro.

Un momento toccante è stato il racconto dell'accendino d'argento che Giovanni Falcone gli affidò prima della strage di Capaci, dicendogli: "Non te lo regalo, te lo affido. Se deciderò di ricominciare, dovrai restituirmelo". Dopo la scomparsa di Falcone, Grasso ha custodito l'accendino, divenuto simbolo della memoria e della continuità dei valori di giustizia.

Memoria, dialogo e sfide della legalità

Grasso ha enfatizzato l'importanza di ascoltare i giovani, notando come "troppo spesso non vengono ascoltati dagli adulti". Ha ricordato l'esempio di Paolo Borsellino che, pur nel dolore per la morte di Falcone, rispose alle domande degli studenti, un "grande insegnamento" sull'importanza di fornire risposte ai ragazzi.

Ha poi narrato le difficoltà e le minacce subite, anche alla sua famiglia. Il Maxiprocesso, con 475 imputati, è stato presentato come prova che l'irrealizzabile può essere compiuto, richiedendo "tenacia, impegno e sacrificio" e la convinzione di non mollare.

Riconoscimenti e visione sulla giustizia

L'accendino d'argento di Falcone è stato mostrato e acceso, evocando la "fiamma della legalità" e la "scintilla della giustizia" che ha ispirato la Fondazione Scintille di Futuro, un legame indissolubile con i valori di Falcone. In chiusura, Grasso ha ricevuto il Giffoni Impact Award “Il sogno di Icaro”, ideato da Francesca Tagliaferri e coniato dalla Zecca dello Stato. Ha anche espresso la sua posizione sulle correnti della magistratura, definendole "espressione del pluralismo ideale e culturale" e richiamando il principio costituzionale di autonomia e indipendenza della magistratura.