Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha annunciato di aver dato mandato al proprio avvocato per predisporre una denuncia-querela che sarà presentata alla Procura della Repubblica. La decisione arriva a seguito di una campagna d'odio che si è sviluppata sui social network nei suoi confronti, dopo la manifestazione indetta in ricordo di Abderrahim Fakir e i successivi disordini con la polizia.

Le dichiarazioni di Lepore e la preoccupazione per la democrazia

Lepore ha dichiarato: "Ho dato mandato al mio avvocato di predisporre una denuncia-querela che presenteremo alla Procura della Repubblica.

Le minacce personali e gli insulti non mi spaventano. Quello che mi preoccupa davvero è un'altra cosa". Il sindaco ha sottolineato che, se fosse confermato l'esistenza di un sistema organizzato scientificamente dietro centinaia o migliaia di profili falsi, finalizzato a destabilizzare il dibattito pubblico in Italia, allora non si tratterebbe di un problema circoscritto a Bologna e a chi la governa. Saremmo davanti a un problema che riguarderebbe la qualità della nostra democrazia.

L'ufficio legale del Comune ha analizzato i messaggi ricevuti, tra cui commenti pubblici e minacce private, alcune delle quali riportavano anche un indirizzo. Lepore si è recato in Questura per presentare la denuncia-querela, sottolineando la necessità di tutelare se stesso di fronte a queste minacce.

Il contesto della campagna d'odio e l'appello alla magistratura

Lepore ha evidenziato che questo presunto “sistema” per “destabilizzare” il dibattito politico "si inserisce in una serie di episodi recenti e inquietanti documentati, come le recenti elezioni in Romania". Ha aggiunto: "Non temo per Bologna. Anzi, credo che la nostra città sia stata presa di mira proprio perché è una comunità forte, democratica e resiliente che ha sempre saputo reagire all’odio e difendere il confronto civile". Il sindaco ha espresso preoccupazione per il rischio che questi metodi vengano utilizzati sempre di più per manipolare l’opinione pubblica attraverso campagne artificiali e per intimidire chi partecipa alla vita democratica.

È una questione che dovrebbe preoccupare tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche.

Per questo, afferma il sindaco, "è giusto che la magistratura accerti ogni responsabilità. Ma è altrettanto importante che il Paese prenda coscienza di un rischio che non riguarda una singola città o un singolo sindaco: riguarda la tenuta della nostra democrazia". Nel contesto della vicenda, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva criticato Lepore per aver convocato un presidio in Piazza Nettuno, mentre il sindaco ha replicato che "attaccare i sindaci non risolverà alcun problema di ordine pubblico".