Un uomo di 39 anni, Sami Khemaies, di origine tunisina, è stato fermato e trasferito nel carcere di Ancona con l’accusa di aver ucciso la moglie, Luigia Fortunato, di 33 anni. Il femminicidio è avvenuto la sera del 9 luglio 2026, intorno alle 22, nella loro casa a Loreto (Ancona). L’uomo ha colpito la moglie con fendenti al culmine di una violenta lite. Dopo l’atto, si è costituito alla caserma dei Carabinieri di Porto Recanati (Macerata), dichiarando: “l’ho uccisa”. I Carabinieri del Norm di Osimo e Porto Recanati hanno formalizzato il fermo nella notte tra il 9 e il 10 luglio.

Dinamica dell’omicidio e l’intervento

La vittima, Luigia Fortunato, era originaria di Cerignola (Foggia). L’omicidio è avvenuto nell’abitazione coniugale a Loreto. La costituzione di Sami Khemaies a Porto Recanati ha permesso un rapido intervento delle forze dell’ordine, che hanno avviato le procedure di fermo e il trasferimento dell’uomo nel carcere di Ancona.

I Carabinieri del Norm di Osimo e Porto Recanati sono intervenuti per formalizzare il fermo. L’episodio è stato classificato come femminicidio, e le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

Il ruolo dei Carabinieri nel territorio

L’episodio si è verificato a Loreto, comune della provincia di Ancona. La caserma dei Carabinieri di Porto Recanati, dove l’uomo si è costituito, è una struttura territoriale dell’Arma nelle Marche.

I Carabinieri svolgono funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, garantendo presenza e gestione delle emergenze. Il caso ha coinvolto i Carabinieri del Norm (Nucleo Operativo e Radiomobile), che operano per pronto intervento e indagini, collaborando con le altre forze dell’ordine della zona.