Un vasto incendio che ha minacciato l'abitato di Santa Cesarea Terme è stato finalmente messo sotto controllo, consentendo il rientro dei turisti precedentemente evacuati. Le fiamme, che si erano propagate rapidamente, avevano reso necessaria l'evacuazione precauzionale da due hotel e un complesso residenziale. Grazie all'imponente macchina dei soccorsi, la situazione è ora stabilizzata e la normalità sta lentamente tornando nella località salentina.
Le operazioni di spegnimento hanno visto l'impiego congiunto di numerose squadre. A terra, i vigili del fuoco e i volontari della protezione civile hanno lavorato incessantemente.
Il loro sforzo è stato supportato in modo decisivo dall'alto: un elicottero Drago dei vigili del fuoco e un Canadair, giunto appositamente da Trapani, hanno effettuato lanci d'acqua mirati, contribuendo in maniera fondamentale al contenimento del rogo.
Il bilancio del rogo e le operazioni di soccorso
L'incendio ha devastato un'area significativa tra Porto Badisco e Santa Cesarea Terme, mandando in fumo oltre cento ettari di macchia mediterranea, sterpaglie e pineta. Le fiamme, alimentate da un forte vento di maestrale, hanno corso veloci verso la costa, interessando la zona della litoranea – rimasta chiusa al traffico per diverse ore – e la parte alta di Santa Cesarea. Il fumo denso ha costretto residenti e turisti a una precipitosa fuga per raggiungere luoghi sicuri sul lungomare, dove sono stati assistiti da polizia, carabinieri e volontari della Croce Rossa Italiana.
Complessivamente, cinque strutture ricettive e diverse abitazioni sono state sgomberate.
Le complesse operazioni di spegnimento si sono protratte per circa quattordici ore, coinvolgendo i vigili del fuoco dei distaccamenti di Maglie, Gallipoli, Tricase e Ugento, affiancati dal personale Arif e dai volontari della protezione civile. L'intervento aereo è stato cruciale: l'elicottero Drago ha effettuato diciotto lanci d'acqua, mentre il Canadair ne ha eseguiti venti, dimostrando l'efficacia di una risposta coordinata e massiccia per domare l'emergenza.
Indagini in corso sull'origine dell'incendio
Sull'origine del vasto rogo sono in corso approfondite indagini, affidate ai carabinieri forestali. Gli investigatori stanno verificando attentamente eventuali punti di innesco, con l'ipotesi che l'incendio non sia stato casuale ma provocato da più focolai accesi simultaneamente in diverse aree.
Tra le zone sotto osservazione vi sono Badisco, Santa Cesarea e Cerfignano, suggerendo un'azione coordinata e non un unico fronte di propagazione. Per raccogliere elementi utili alle indagini, i militari stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza e stanno effettuando rilievi per il tracciamento GPS dell'intera superficie bruciata. L'obiettivo è fare piena luce sulle cause di questo disastro ambientale.