Negli ultimi trenta giorni, le équipe di Medici Senza Frontiere (Msf) presso l’ospedale da campo di Deir El Balah, nel cuore della Striscia di Gaza, hanno curato 49 persone ferite. Tra queste, almeno 15 erano bambini, vittime di attacchi aerei o colpi di cecchini. L'organizzazione ha diffuso questi dati in una nota.

Il 25 luglio, sette raid aerei hanno colpito diverse aree della Striscia tra le 12:00 e le 18:00. Otto feriti sono stati trasferiti all’ospedale da campo di Msf a Deir El Balah. Un paziente ha riportato ferite così gravi da richiedere l’amputazione di tre arti.

Randa Masoud, coordinatrice medica di Msf, ha dichiarato: “Di fatto non esiste un cessate il fuoco, non gli somiglia nemmeno lontanamente”.

Appello per la protezione delle strutture sanitarie

Un attacco aereo ha interessato l’ingresso dell’ospedale Al-Aqsa, sempre a Deir El Balah, causando due morti e dieci feriti. Msf ha ribadito l'importanza di garantire la protezione delle strutture sanitarie, sottolineando che “ogni attacco contro o nelle vicinanze di una struttura sanitaria mette a rischio la vita di pazienti, familiari e personale medico, oltre a interrompere le cure salvavita”.

L’organizzazione ha inoltre evidenziato le notevoli e spesso sottovalutate conseguenze psicologiche che la costante violenza e insicurezza infliggono alla popolazione.

L'impatto della violenza sui bambini

Dal 9 luglio, le équipe di Msf a Gaza hanno assistito quattro bambini colpiti da proiettili: un ragazzo di 14 anni ferito due volte vicino alla “yellow line” e sottoposto a intervento chirurgico, e altri tre bambini di otto, nove e dieci anni. Un ulteriore episodio ha visto la morte di un bambino di nove anni, ucciso da colpi d’arma da fuoco insieme ad altre cinque persone. Benoit Vasseur, coordinatore di Msf nel Paese, ha affermato: “I bambini che cercano di sopravvivere in condizioni già difficili vengono regolarmente feriti in modo critico. Non c’è tregua dalla paura con cui le persone convivono”.

Medici Senza Frontiere rinnova l’appello per la protezione incondizionata dei civili nella Striscia di Gaza.