Si è tenuta oggi a Feltre, in provincia di Belluno, un'assemblea pubblica dei lavoratori dello stabilimento Hydro, in cassa integrazione da diversi mesi. L'incontro è stato organizzato con l'obiettivo di informare la cittadinanza sugli esiti del tavolo tenutosi lo scorso 20 luglio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), dove è emerso l'interessamento di Metalba Aluminum per l'acquisizione del sito produttivo di Feltre. Metalba Aluminum è un'azienda veneta già presente sul territorio con sedi a Bassano del Grappa e Longarone.
Le organizzazioni sindacali hanno tuttavia espresso forte preoccupazione, poiché Metalba Aluminum non sembrerebbe intenzionata a rilevare l'intera forza lavoro attualmente impiegata da Hydro, che conta circa 85 addetti. All'assemblea hanno partecipato attivamente anche delegati di altre realtà aziendali locali, consiglieri comunali e l'assessore del Comune di Feltre, Maurizio Zatta. Stefano Bona della Fiom Cgil e Mauro Zuglian della Fim Cisl hanno dichiarato congiuntamente che «il futuro che stanno prospettando la Hydro e la Metalba per lo stabilimento di Feltre non è accettabile, non si può arrivare a smembrare una realtà come questa, lasciando a casa professionalità e competenze, senza considerare i lavoratori come parti fondamentali di ogni tipo di accordo.
Quindi – hanno concluso – noi non possiamo che chiedere un intervento del Mimit, della Regione e della Provincia di Belluno perché si cambino le priorità di questa trattativa».
La vertenza Hydro: trattative e criticità occupazionali
L'assemblea pubblica, convocata congiuntamente da Fim Cisl Belluno, Fiom Cgil Belluno e dalle Rsu dello stabilimento, ha avuto lo scopo di fare il punto sulla complessa trattativa e di rilanciare la mobilitazione a difesa del sito produttivo. L'iniziativa giunge a pochi giorni dall'incontro del 20 luglio al Mimit, dal quale, secondo le rappresentanze sindacali, sono emerse ancora forti criticità sia sul piano industriale che su quello occupazionale, in particolare per l'assenza di garanzie sufficienti sull'esito positivo della trattativa per la cessione dello stabilimento da parte della multinazionale norvegese.
La vertenza Hydro si protrae dallo scorso novembre, quando la multinazionale aveva annunciato la chiusura dello storico impianto feltrino, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro e una realtà produttiva di significativa importanza per il territorio. Attualmente, le trattative sono in corso con Metalba, azienda vicentina già operativa nel Bellunese con uno stabilimento a Longarone. Un nuovo incontro al Mimit è già fissato per il 6 agosto e si preannuncia decisivo per valutare la possibile acquisizione dello stabilimento.
Impatto sull'indotto e appello alle istituzioni
Le ripercussioni della crisi si stanno manifestando anche sull'indotto locale. Ne è un esempio il caso di T.B. Metal, azienda terzista monocommittente, i cui dipendenti hanno ricevuto in questi giorni la conferma della cassa integrazione per sei mesi, in vista della chiusura dell'attività e del trasferimento delle lavorazioni a Ciserano, in provincia di Bergamo.
I sindacati hanno definito questa situazione «paradossale», poiché i lavoratori si trovano a dover affrontare l'ipotesi del trasferimento o del licenziamento, nonostante la prospettiva di una cessione di Hydro abbia, almeno per il momento, scongiurato la chiusura definitiva dello stabilimento di Feltre.
Durante l'assemblea, i rappresentanti sindacali hanno rivolto un accorato appello alla partecipazione delle istituzioni locali e provinciali, dei consiglieri regionali, dei parlamentari bellunesi e dell'intera cittadinanza. Hanno sottolineato con fermezza che «mantenere aperto lo stabilimento, salvaguardare l’occupazione e tutela il tessuto economico del territorio devono essere una priorità condivisa».
L'assemblea ha rappresentato un momento cruciale per definire le prossime iniziative e ribadire la richiesta di un intervento coordinato delle istituzioni per modificare le priorità della trattativa in corso, difendendo così «il lavoro, le competenze, le famiglie e il futuro industriale della nostra provincia».