Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) condannato in via definitiva, si è costituito nel pomeriggio del 17 luglio 2026 presso il carcere di Bollate, a Milano. La sua condanna ammonta a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, avvenuti durante un tentativo di rapina nella sua gioielleria. L’ordine di carcerazione è stato emesso dalla Procura di Asti, a seguito della conferma della sentenza da parte della Corte di Cassazione.

Al suo arrivo, interpellato dai giornalisti circa un eventuale pentimento, Roggero ha dichiarato: “Sì ma con il senno di poi, bisogna trovarsi in quelle situazioni”.

Il provvedimento di carcerazione, firmato dal procuratore Biagio Mazzeo, è stato emesso alle 12.45 dello stesso giorno, con Roggero che si è presentato all’istituto penitenziario alle 16.30. Il percorso giudiziario aveva visto una condanna a 17 anni in primo grado ad Asti, poi ridotta in appello a Torino a 14 anni e 9 mesi, sentenza poi confermata dalla Cassazione mercoledì 15 luglio 2026.

Domanda di Grazia e Istanza di Differimento

Nella mattinata del 17 luglio, la moglie di Mario Roggero, Mariangela Sandrone, ha depositato una domanda di grazia per il marito. Contestualmente, il collegio difensivo, composto da Sergio Novani (coordinatore e analista processuale) e dall'avvocato Stefano Marcolini, ha presentato un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena in attesa della decisione sulla grazia.

Novani ha spiegato che “questa mattina è stata depositata una domanda di grazia da parte della signora Mariangela Sandrone e contestualmente il collegio difensivo tramite l’avvocato Stefano Marcolini ha depositato un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena in pendenza della domanda di grazia”.

Il collegio difensivo è ora in attesa che l’ufficio di sorveglianza di Torino e il Tribunale di sorveglianza si esprimano sulle istanze. Novani ha inoltre sottolineato il “profondo rammarico per la risposta negativa del Parlamento agli emendamenti a firma Ziello che avrebbero sicuramente impedito questo corso degli eventi”, ribadendo la necessità di avviare la procedura per il differimento dell’esecuzione della pena.

Il Carcere di Bollate: Un Modello di Reinserimento

Il carcere di Bollate, situato nell’area metropolitana di Milano, è riconosciuto per la sua filosofia orientata al reinserimento sociale dei detenuti. L’istituto si distingue per i numerosi progetti di formazione e lavoro attivi al suo interno, offrendo percorsi di recupero e rieducazione in linea con le finalità previste dall’ordinamento penitenziario italiano. La struttura accoglie persone condannate in via definitiva, promuovendo un approccio riabilitativo.