Il generale Roberto Vannacci, europarlamentare e presidente di Futuro Nazionale, è intervenuto sulla recente vicenda di San Benedetto del Tronto, dove un militante del suo partito ha aggredito un migrante in strada, diffondendo poi il video dell’episodio sui social. A margine di un evento tenutosi a Pescara, Vannacci ha risposto ai cronisti, affermando: “Non giustifico mai la violenza se non è motivata da una necessità di difesa. C'è qualcuno che sta facendo le indagini, vedremo quello che è. Qualora questa persona abbia violato norme e leggi verrà punita in base a quelle che sono le pene per quelle norme e per quelle leggi”.

L’episodio ha visto protagonista Giuseppe Barboni, identificato come militante di Futuro Nazionale, il quale nella serata di sabato ha aggredito un cittadino iracheno senza fissa dimora. La vittima stava bloccando la viabilità sul lungomare di San Benedetto. L’uomo è stato immobilizzato e colpito, e le immagini dell’aggressione, riprese e diffuse rapidamente online, hanno generato un acceso dibattito e numerose reazioni tra cittadini, istituzioni e forze politiche locali.

Le dichiarazioni di Vannacci e la posizione del partito

Interrogato sulla possibilità che il partito adotti provvedimenti nei confronti del militante coinvolto, Vannacci ha replicato: “Ma se uno sbaglia non è che il partito prende provvedimenti che non sono già previsti dal codice penale e dal codice civile.

Cosa facciamo, un giudizio ulteriore rispetto a quello che già esiste?”. Nonostante questa dichiarazione, in alcuni ambienti di Futuro Nazionale si starebbe valutando l’invio di una lettera ufficiale con la quale lo stesso Vannacci prenderebbe le distanze dalla vicenda, evidenziando una potenziale differenziazione interna rispetto all'accaduto.

L’aggressione ha scatenato un’ondata di reazioni anche da parte delle istituzioni locali e di diverse associazioni. Il sindaco di San Benedetto, Nicola Mozzoni, insieme a esponenti del Partito Democratico locale, rappresentanti della Caritas diocesana e dei sindacati di polizia Sap e Siulp, ha richiamato con forza l’attenzione sulla necessità di affidare la tutela della sicurezza esclusivamente alle istituzioni e alle forze dell’ordine, ribadendo l’importanza del rispetto dello Stato di diritto e delle sue prerogative.

Dettagli sull’episodio e le indagini in corso

La vittima dell’aggressione, un cittadino iracheno senza fissa dimora, aveva precedentemente manifestato il proprio disagio bloccando il traffico. La sua protesta era scaturita dalla perdita dei pochi averi posseduti, a seguito del passaggio degli operatori della PicenAmbiente. Dopo l’episodio dell’aggressione, la polizia lo ha accompagnato in commissariato e denunciato in stato di libertà. L’aggressione subita è ora al centro di un’approfondita indagine da parte delle forze dell’ordine, che stanno meticolosamente ricostruendo i fatti per riferire alla Procura della Repubblica, la quale dovrà valutare le eventuali ipotesi di reato.

La delicatezza della vicenda è ulteriormente sottolineata dalla massima riservatezza mantenuta dagli investigatori, a testimonianza della complessità del quadro.

L’associazione On the Road e i vertici di Cambia San Benedetto hanno espresso profonda preoccupazione per le evidenti condizioni di fragilità della vittima, rivolgendo un accorato appello alle istituzioni affinché venga garantito il pieno rispetto delle procedure e dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, in un contesto che richiede ponderazione e giustizia.