Un vasto incendio ha colpito la zona di Campomarino, in Molise, il 26 luglio 2026, lambendo pericolosamente aree turistiche e residenziali. Le fiamme, alimentate dal forte vento caldo di libeccio, hanno interessato la fascia costiera del Lido, densamente frequentata da turisti e campeggiatori. Nonostante la gravità della situazione, il sindaco di Campomarino, Vincenzo Norante, ha dichiarato che "la macchina dei soccorsi ha funzionato", evidenziando un defusso lento e ordinato dei villeggianti, senza che si registrassero episodi di panico.
Evacuazioni e disagi alla viabilità
Il fronte del fuoco ha rapidamente divorato la vegetazione incolta, arrivando a minacciare campeggi, lidi e la Rsa Villa San Gerardo. Quest'ultima è stata prontamente evacuata dalla Polizia municipale, che ha trasferito ventuno anziani in sicurezza presso una chiesa e i locali parrocchiali. Contemporaneamente, decine di famiglie sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni. L'emergenza ha avuto un impatto significativo anche sulla viabilità: la statale 16 e la linea ferroviaria adriatica, nel tratto tra Bari e Pescara, sono state chiuse. Il fumo denso ha causato rallentamenti anche sull’autostrada A14, mentre centinaia di persone sono rimaste bloccate per ore alla stazione di Termoli, in attesa di poter proseguire il viaggio.
La risposta dei soccorritori e il coordinamento
Per fronteggiare l'emergenza, un'ampia mobilitazione di forze ha operato sul territorio. Cinque squadre dei Vigili del Fuoco, provenienti da Campobasso, Santacroce di Magliano e Termoli, sono state supportate dall'alto da un elicottero di Pescara e da un Canadair. Sul posto sono intervenute anche la Protezione civile, la Polizia di Stato, i Carabinieri e la Guardia di Finanza, con l'arrivo di rinforzi dall’Abruzzo. Il Comune di Campomarino ha attivato il Centro operativo comunale (Coc) per coordinare le operazioni. Un gesto di solidarietà è giunto dall'albergatore Lino Vileno, che, con il supporto di volontari locali, ha preparato pasti e viveri per i soccorritori impegnati senza sosta.
Le cause del rogo e le criticità del territorio
Il sindaco Norante ha puntato il dito su una problematica annosa del territorio: "il problema che esiste da sempre sono i terreni incolti abbandonati". Ha sottolineato come, nonostante le sanzioni inflitte, molti continuino a non rispettare le ordinanze comunali in materia. Riguardo all'origine dell'incendio, il primo cittadino ha mantenuto cautela, affermando: "Non sappiamo se c'è la mano dell'uomo". L’allarme iniziale era stato lanciato da un agricoltore che aveva avvistato il rogo nella marina di Campomarino, estendendosi dal porticciolo turistico fino alle contrade Arcora e Lauretta, e raggiungendo la statale 16. Le operazioni antincendio si sono concentrate e sono proseguite intensamente nella pineta tra Arcora e Lauretta.
Il ringraziamento alle istituzioni
L’amministrazione comunale ha espresso profonda gratitudine per il lavoro svolto dalla macchina amministrativa coordinata dalla Prefettura di Campobasso, dal presidente della Regione Molise, dai Vigili del Fuoco, dalle associazioni di Protezione civile e dai Vigili urbani. Questi ultimi sono stati impegnati fino a tarda notte, prima nel delicato trasferimento degli anziani dalla Rsa e poi nel loro rientro, una volta conclusa l'emergenza. La sinergia tra le diverse istituzioni e forze dell'ordine è stata cruciale per la gestione efficace dell'evento e per la sicurezza della comunità.