Il processo a carico di Francis Kaufmann, il cittadino americano accusato del duplice femminicidio avvenuto a Villa Pamphili nel giugno del 2025 a Roma, ha visto in aula la deposizione cruciale di due testimoni minorenni. I giovani hanno fornito un resoconto dettagliato di un incontro inquietante, affermando di aver visto Kaufmann mentre teneva tra le braccia una bambina che appariva priva di vita, un'immagine che ha profondamente segnato la loro memoria e che ora costituisce un elemento centrale nell'inchiesta che mira a fare luce sulla tragica scomparsa della compagna e della figlioletta dell'imputato.

La drammatica testimonianza in aula

Durante l'udienza, i due testimoni, la cui identità è stata protetta data la loro minore età, hanno ripercorso gli eventi di quella notte. Hanno dichiarato con fermezza: “Quella notte camminavamo su via Olimpica, incrociammo un uomo, stringeva tra le mani una bambina che sembrava morta, aveva una posizione innaturale, con la testa reclinata e gli arti a penzoloni”. Questa descrizione vivida ha dipinto un quadro di profonda angoscia, sottolineando la posizione innaturale e la percezione di assenza di vita della piccola. I dettagli forniti dai ragazzi non si sono limitati alla condizione della bambina: hanno anche descritto l'abbigliamento dei soggetti. La piccola indossava un vestitino rosa, mentre l'uomo, identificato come Kaufmann, portava pantaloncini e un cappellino da baseball.

Un particolare significativo emerso dalla loro narrazione è stato il comportamento dell'uomo al momento dell'incontro: “Quando ci ha visto ha abbassato lo sguardo”, hanno aggiunto i testimoni, suggerendo un tentativo di evitare il contatto visivo o di nascondere la situazione.

La segnalazione alle autorità e le successive indagini

L'impatto di quanto visto ha spinto i due giovani a prendere immediatamente provvedimenti. Dopo essersi allontanati dalla scena, hanno deciso di contattare il numero di emergenza 112 per segnalare l'accaduto, sperando in un intervento tempestivo. Tuttavia, la loro esperienza con le forze dell'ordine non è stata quella attesa. I testimoni hanno espresso una chiara sensazione di frustrazione e inascolto: “Abbiamo avuto la sensazione che non ci abbiano dato retta, che non ci abbiano preso sul serio”.

Questa percezione di non essere stati creduti o di essere stati ignorati ha aggiunto un ulteriore strato di amarezza al loro racconto. Solo in un secondo momento, e precisamente dopo il ritrovamento dei corpi delle vittime, la Squadra Mobile ha finalmente contattato i due ragazzi per raccogliere la loro testimonianza in modo più approfondito. Il processo a carico di Francis Kaufmann prosegue dunque con l'obiettivo di ricostruire con precisione gli eventi di quel tragico giugno 2025 a Roma e di accertare le responsabilità nel duplice femminicidio che ha scosso l'opinione pubblica.