Un uomo di 36 anni è stato arrestato e condotto nel carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia, su ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Venezia. L'accusa è di atti persecutori aggravati commessi ai danni dell’ex compagna. L’operazione è stata eseguita dai carabinieri della stazione di San Donà di Piave, ponendo fine a un lungo periodo di vessazioni.
Precedenti e misure di prevenzione
La vicenda non è nuova per l'uomo. Già nel 2022, infatti, era stato riconosciuto responsabile di stalking nei confronti della stessa donna.
In quell’occasione, il questore di Venezia aveva emesso a suo carico una misura di prevenzione, consistente in un ammonimento e un divieto di avvicinamento. Queste disposizioni erano state adottate proprio per tutelare l'incolumità della vittima, già oggetto di comportamenti persecutori.
La ripresa delle condotte e l'arresto
Nonostante i precedenti provvedimenti, a partire da maggio 2024, non appena è cessata l’efficacia della misura cautelare, il 36enne ha ripreso a perseguitare l’ex compagna. Le sue condotte sono state descritte come controllanti e oppressive, manifestandosi attraverso continue chiamate, messaggi e note vocali dal contenuto minaccioso. L'uomo si rendeva anche protagonista di appostamenti nei luoghi frequentati dalla vittima, aumentando il suo stato di ansia e paura.
La situazione è degenerata ulteriormente nel luglio 2026, quando la donna ha presentato una nuova querela. Le indagini avviate a seguito di questa segnalazione hanno permesso di ricostruire un grave quadro indiziario. È emerso che l'uomo aveva proferito recenti minacce di morte, non solo nei confronti dell'ex compagna, ma anche di sua figlia, aggravando ulteriormente la sua posizione.
Le conseguenze giudiziarie
A fronte di queste nuove e pesanti evidenze, il 36enne è stato quindi arrestato e trasferito presso il carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Questo episodio evidenzia l’importanza cruciale delle misure di prevenzione e la necessità di un intervento tempestivo delle forze dell’ordine nei casi di atti persecutori, soprattutto quando si riscontrano recidive e un'escalation della violenza.