L'Abruzzo è nuovamente colpito da una vasta emergenza incendi, con quattro fronti attivi che richiedono un massiccio impiego di mezzi aerei e forze di terra, ininterrottamente anche a Ferragosto.

La situazione più critica si registra a Bisegna, in provincia dell'Aquila, nella zona nord del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Qui, nella serata di ieri, il direttore delle operazioni di spegnimento (DOS) ha disposto l'evacuazione precauzionale di una palazzina con sei famiglie, minacciata dalle fiamme.

L'incendio tra Bisegna e San Sebastiano dei Marsi persiste, con focolai che si riattivano da giorni a causa di vento e alte temperature.

Nonostante l'impegno costante di volontari della Protezione civile e dei vigili del fuoco, l'area è stata messa in sicurezza solo dopo una notte di intenso lavoro. Le operazioni di spegnimento proseguono; in assenza di nuove riprese, si procederà con la bonifica del territorio.

Fronti attivi e dispiegamento di mezzi

Oltre a Bisegna, altri roghi interessano la provincia dell'Aquila: a Rocca di Cambio, dove i focolai si riattivano continuamente, e a Roccacasale, con interventi concentrati sul monte Morrone. Nel Chietino, a Roio di Sangro, l'assenza di un punto di rifornimento idrico ha impedito ieri l'invio di un elicottero; un Canadair è atteso oggi. In provincia di Pescara, le squadre sono impegnate nella bonifica dell'incendio a San Valentino in Abruzzo Citeriore.

Nel Teramano, il rogo a Campli, località Pagannoni, è stato spento.

Per fronteggiare l'emergenza, sono stati impiegati almeno sei mezzi aerei, tra Canadair ed elicotteri della Protezione civile e dei vigili del fuoco. Attualmente, operano due Canadair, due elicotteri della Protezione civile e un Erikson, distribuiti sui fronti più critici. La Protezione civile evidenzia la difficoltà nel reperire volontari, la cui disponibilità non è sempre garantita.

L'intervento dell'Esercito e il bilancio nell'Aquilano

Un elemento cruciale per il contenimento e la successiva bonifica è l'intervento dell'Esercito, richiesto per allargare una strada di montagna. Questo faciliterà il passaggio di mezzi e personale.

Nel territorio dell'Aquilano, dal 22 luglio, gli incendi hanno già devastato oltre 74 ettari di prateria e boschi.

Le fiamme, alimentate da caldo e vento, si sono propagate da Lucoli, con un fronte esteso per chilometri, fino a minacciare le frazioni dell'Aquila: Roio Piano, Roio Poggio e Santa Rufina. Le operazioni di spegnimento in quest'area hanno impiegato cinque Canadair e un elicottero della Protezione civile. La situazione, definita sotto controllo dopo una riunione in prefettura, attende ora l'allargamento della mulattiera da parte dell'Esercito, essenziale per l'accesso dei mezzi e le fasi di bonifica. Le autorità mantengono un monitoraggio costante, con attenzione per possibili nuove riattivazioni dei focolai, specialmente nelle aree montane e boschive più vulnerabili.