Una crescente tensione sindacale sta interessando il sistema di emergenza-urgenza in Calabria. Le sigle Fsi‑Usae, Nursing Up e USB hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dei Pronto Soccorso regionali, estendendo la mobilitazione agli operatori del Servizio di Emergenza‑Urgenza Territoriale 118 e a quelli impiegati nei presidi ostetrico‑ginecologici e pediatrici. La protesta, culminata in un presidio a Catanzaro, denuncia condizioni operative critiche e la revoca dell'indennità di pronto soccorso, considerata ingiusta. Le organizzazioni hanno già richiesto alla Prefettura di Catanzaro l'attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione.
Indennità tagliate e mezzi obsoleti: un servizio allo stremo
Il fulcro del malcontento è l'accordo siglato il 25 giugno 2026 tra il Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Sanitari della Regione Calabria e alcune rappresentanze sindacali (CISL, FIALS e NURSIND). Questa intesa ha escluso gli operatori del SEU 118 e dei Pronto Soccorso specialistici dal beneficio economico dell'indennità di Pronto Soccorso, previsto dal Contratto Collettivo Nazionale della Sanità. Tale decisione, affermano i sindacati, annulla i criteri di una precedente intesa regionale del 15 febbraio 2024, firmata all'unanimità, e pone la Calabria in difformità rispetto all'indirizzo prevalente nel resto del Paese.
Vittorio Sacco, referente sanità in Calabria per l'Usb, ha dichiarato i servizi di emergenza-urgenza «allo stremo», segnalando un «caos amministrativo reale» sulle Postazioni di Emergenza Territoriale (PET) del 118.
La carenza di personale è cronica, con postazioni sguarnite ed equipaggi incompleti. Le ambulanze sono spesso obsolete, con centinaia di migliaia di chilometri, compromettendo tempi di intervento e sicurezza. La carenza di mezzi costringe gli infermieri pubblici a usare ambulanze private, sollevando dubbi su un possibile danno erariale.
Stefano Sisinni, segretario regionale Nursing Up, ha ribadito lo slogan «Vogliamo rispetto», definendo la revoca dell'indennità una mancanza di considerazione per i lavoratori più esposti a stress e aggressioni. Ha inoltre evidenziato PET senza personale, ambulanze ferme e l'assenza di protocolli operativi uniformi, descrivendo un «fuggi fuggi» dal servizio.
Carenze strutturali e richieste urgenti
Le criticità non si limitano agli aspetti retributivi e organizzativi. Il parco mezzi è in gran parte vetusto e non conforme ai requisiti tecnici UNI EN 1789:2020. Le autoambulanze risultano sprovviste di apparecchiature fondamentali per interventi avanzati, quali ventilatori polmonari, pompe infusionali, dispositivi per la capnografia e sistemi per l'accesso intraosseo. Si aggiunge la mancata fornitura di idonei dispositivi di protezione individuale (DPI) e l'assenza di piani strutturati per la formazione continua del personale.
Di fronte a questo scenario, Fsi‑Usae, Nursing Up e USB sollecitano l'apertura immediata di un tavolo tecnico con la Regione Calabria.
Gli obiettivi includono il reintegro dell'indennità, il ripristino degli standard organizzativi del 118, il rinnovo di ambulanze e strumentazioni, la distribuzione dei presidi di protezione e l'adozione di procedure di intervento omogenee. La convocazione dei sindacati in Prefettura, prevista per domani, rappresenta il prossimo passo.