Il carcere di Genova Marassi si trova nuovamente in una situazione di isolamento critico a causa di un prolungato guasto alle linee telefoniche. Nella mattinata del 4 agosto 2026, l'istituto penitenziario ha visto tutte le sue comunicazioni esterne interrompersi, lasciando la struttura completamente priva di collegamenti. La denuncia di questa grave interruzione arriva direttamente da Fabio Pagani, segretario della Uilfp Polizia penitenziaria, che ha evidenziato la precarietà della situazione: la riattivazione della linea principale, avvenuta solo poche ore prima, è stata infatti seguita da un nuovo e totale blocco.

Pagani ha descritto uno scenario preoccupante, sottolineando che “chiunque tenti di contattare l'istituto si trova di fronte al silenzio assoluto”. Una condizione definita “gravissima” per una struttura che ospita circa 700 detenuti e che è riconosciuta come uno degli istituti penitenziari più complessi del Paese. Il sindacalista ha insistito sul fatto che non si tratta di un semplice inconveniente tecnico, ma piuttosto dell'ennesimo “fallimento organizzativo”. Ha rimarcato come il problema fosse già noto da tempo ai vertici dell’istituto, i quali, nonostante la consapevolezza, avrebbero lasciato la struttura per il periodo feriale senza aver adottato alcuna soluzione efficace o preventiva.

Le richieste urgenti del sindacato e le criticità operative

Di fronte a questa persistente emergenza, la Uilfp Polizia penitenziaria ha formalmente richiesto un intervento immediato della prefetta di Genova. L'obiettivo primario è il ripristino senza ulteriori ritardi della piena operatività delle comunicazioni. Parallelamente, il sindacato ha sollecitato l'accertamento delle responsabilità amministrative e gestionali, chiedendo l'adozione di provvedimenti concreti per impedire che episodi simili possano ripetersi in futuro. La Uilfp ha criticato aspramente la gestione attuale, accusandola di “scaricare sistematicamente ogni emergenza sugli uomini e sulle donne della polizia penitenziaria”, costretti a garantire sicurezza e continuità operativa in condizioni sempre più difficili e precarie.

Un problema ricorrente: il contesto dei disservizi a Marassi

La situazione attuale non rappresenta un caso isolato per il carcere di Marassi. Problemi analoghi erano già stati segnalati con forza nel luglio 2025, quando le linee telefoniche dell’istituto erano rimaste “completamente in tilt” per circa cinque giorni consecutivi. Anche in quella precedente occasione, Fabio Pagani aveva denunciato pubblicamente la difficoltà di stabilire contatti con la struttura, evidenziando “lacune immense” nella gestione e un preoccupante “menefreghismo dei vertici”. La critica del sindacato si era concentrata sulla necessità per la polizia penitenziaria di “mettere pezze” e di sopperire con mezzi propri alle evidenti carenze strutturali e organizzative.

Questa cronica fragilità del sistema, secondo la Uilfp, non solo compromette l'efficienza operativa, ma mette a rischio sia la sicurezza del personale che la corretta gestione dei circa 700 detenuti ospitati nel carcere genovese.