A Barletta è stato inaugurato un innovativo servizio di co-housing dedicato a persone con disabilità, realizzato in tre appartamenti precedentemente confiscati alla mafia e ora di proprietà comunale. Il progetto, finanziato nell'ambito della missione 5 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), si propone di promuovere l'inclusione sociale e l'autonomia abitativa, offrendo nuove opportunità sia ai beneficiari sia all'intera comunità locale.
Dettagli e caratteristiche degli alloggi
Gli spazi destinati al co-housing sono stati ricavati da tre unità immobiliari: due mini-appartamenti situati in via Regina Elena, all'interno del complesso ex “Approdo”, e un ampio appartamento in via Sant’Antonio.
Questi immobili sono stati oggetto di un'accurata ristrutturazione e riqualificazione, che ha permesso di dotarli delle più moderne tecnologie di domotica. L'intervento ha eliminato ogni barriera architettonica, garantendo elevati standard di accessibilità, sicurezza e comfort. Gli ambienti sono stati arredati con materiali di alta qualità, rispettando i criteri ambientali minimi (CAM) per assicurare sostenibilità energetica e benessere abitativo.
Il servizio prende avvio da un appartamento nel centro cittadino, che include una cucina open space con soggiorno, tre camere da letto, due bagni e un ampio terrazzo. Le attività si svolgono attualmente dalle 9:30 alle 16:30, con un inserimento graduale.
Inizialmente, la permanenza è limitata alla mattinata fino al pranzo. Le fasi successive prevedono l'introduzione della cena e, per chi lo desidererà e sarà pronto, il pernottamento. I beneficiari, dieci in totale (sei dei quali già inseriti), vivono non solo un'esperienza abitativa, ma partecipano anche ad attività mirate all'inclusione sociale e all'avvicinamento al mondo del lavoro.
Finalità educative e accesso al servizio
La gestione del progetto è affidata alla cooperativa Occupazione e Solidarietà, che ha concepito l'esperienza di co-housing come un “processo educativo graduale, nel quale ogni persona partecipa attivamente alla costruzione del proprio progetto di vita, sperimentando l'autonomia e rafforzando l'autodeterminazione e la consapevolezza delle proprie capacità”.
Un'équipe di esperti supporta i partecipanti nella gestione quotidiana della casa, dalla preparazione dei pasti alle commissioni, con l'obiettivo di accompagnarli verso una parziale autogestione. L'iniziativa include anche corsi di potenziamento delle competenze digitali, con la fornitura gratuita di dotazioni tecnologiche come computer e accessori.
Per accedere al servizio, è necessario presentare domanda ai Servizi sociali del Comune di Barletta. Il progetto è frutto di una co-progettazione con enti del Terzo Settore e prevede il coinvolgimento attivo delle famiglie dei beneficiari, per la realizzazione di interventi personalizzati. “Si passa così dall'assistenzialismo alla centralità della persona”, ha sottolineato Giuseppe Moretti, presidente della cooperativa.
Il valore sociale dei beni confiscati
L'utilizzo degli appartamenti sottratti alla criminalità organizzata è stato evidenziato dal Sindaco Cannito e dall’assessora al Welfare Magdala Spinazzola come “un segnale concreto di riscatto, di legalità e di giustizia sociale”. L'Amministrazione comunale ha ribadito l'importanza di destinare questi spazi a persone con disabilità, riaffermando il principio che la comunità può recuperare e valorizzare ciò che era stato acquisito illecitamente dalla criminalità, trasformando il male in bene comune.