A dieci anni dal sisma che colpì le Marche tra agosto e novembre 2016, i dati diffusi da Uncem Marche delineano lo stato di avanzamento della ricostruzione, tra risorse già liquidate, nuovi interventi pubblici e una gestione straordinaria prorogata fino al 2029.

Ricostruzione privata e pubblica

Al 20 agosto, nelle Marche risultano concessi complessivamente 9,013 miliardi di euro per la ricostruzione privata e produttiva. Di questi, 6,050 miliardi sono già stati liquidati. Nel solo 2026, le liquidazioni hanno raggiunto quota 817,5 milioni di euro.

Sul fronte della ricostruzione pubblica sono invece oltre 1.870 gli interventi programmati, per un valore superiore a 2,5 miliardi di euro.

«È un impegno - evidenzia il presidente Giuseppe Amici - che ha coinvolto e continua a coinvolgere governo, Struttura commissariale, Regione Marche, Ufficio speciale per la ricostruzione, Comuni, professionisti e imprese. Il lavoro portato avanti dal Commissario straordinario Guido Castelli, in raccordo con il presidente della Regione Francesco Acquaroli e con le istituzioni territoriali, ha progressivamente affiancato alla ricostruzione materiale una visione più ampia. È questa la strada da consolidare: le risorse investite devono diventare un patrimonio permanente per l'Appennino».

La proroga fino al 2029 e la prevenzione

In questo quadro si inserisce anche la proroga della gestione straordinaria fino al 31 dicembre 2029, insieme a ulteriori risorse per la ricostruzione privata e a strumenti pensati per accelerare le progettazioni e i programmi di sviluppo economico e sociale.

«Nei Comuni montani - prosegue Amici - non si può separare la ricostruzione di una casa dalla sicurezza del versante sul quale sorge o della strada che permette di raggiungerla. Intervenire sui dissesti sismo-indotti significa proteggere le comunità, rendere possibili i cantieri e garantire durata agli investimenti realizzati. La prevenzione deve diventare parte strutturale della ricostruzione», evidenziando anche la necessità di servizi sanitari.

«Un ospedale moderno e una rete efficiente di elisoccorso rappresentano presìdi essenziali non soltanto nelle emergenze, ma nella scelta quotidiana di continuare a vivere nelle aree interne», conclude, ricordando anche le infrastrutture viarie, con la prosecuzione della Pedemontana delle Marche e gli interventi sulla Salaria.