Violenti scontri tra tifosi si sono verificati il 15 agosto 2026 a Udine, prima dell'incontro di Coppa Italia tra Udinese e Padova. L'episodio, avvenuto nei pressi del Bluenergy Stadium, ha visto protagonisti gruppi di ultràs delle due squadre e ha portato a diversi provvedimenti giudiziari e amministrativi. La partita, valida per i trentaduesimi di finale della competizione, si è poi regolarmente disputata, terminando con la vittoria dell'Udinese per 1-0.

Le tensioni sono esplose quando un gruppo di circa cinquanta ultràs del Padova, giunto al Parco Ardito Desio a bordo dei propri mezzi, ha tentato di eludere i servizi di scorta.

Questi facinorosi si sono mescolati agli oltre ottocento tifosi padovani presenti, con l'intento di raggiungere gli antagonisti friulani. Una volta all'interno del parco, gli ultràs patavini hanno ingaggiato una serie di lanci di artifizi pirotecnici e oggetti contundenti contro gli ultràs dell'Udinese, che nel frattempo erano usciti dalla loro sede associativa, situata nelle immediate vicinanze del parco.

L'intervento congiunto e tempestivo delle questure di Padova e Udine è stato cruciale per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente. Grazie all'azione coordinata dei reparti Digos e degli equipaggi territoriali, le due tifoserie sono state separate rapidamente, scongiurando il rischio di feriti gravi.

Le forze dell'ordine hanno agito con prontezza per ripristinare l'ordine pubblico e garantire la sicurezza dei presenti.

Dieci Daspo e denunce per rissa aggravata

A seguito degli scontri, le operazioni di polizia hanno portato all'identificazione di dieci tifosi padovani. Questi individui sono stati denunciati per rissa aggravata e colpiti da provvedimenti di Daspo, con durate che variano da un minimo di tre a un massimo di otto anni. È stato accertato che quattro dei soggetti identificati avevano già precedenti specifici nell'ambito sportivo, evidenziando una recidività nel comportamento violento.

Durante l'intervento delle forze dell'ordine, sono stati effettuati sequestri significativi. Tra il materiale rinvenuto e confiscato figurano strumenti atti ad offendere, quali mazze e bastoni, oltre a numerosi artifizi pirotecnici.

Questi oggetti sono stati trovati sia all'interno del Parco Ardito Desio, luogo degli scontri, sia a bordo delle autovetture utilizzate dai facinorosi, a riprova della premeditazione delle azioni violente.

Le indagini, condotte dalle Digos delle questure di Padova e Udine, sono tuttora in corso. L'obiettivo primario è identificare gli altri quaranta antagonisti padovani che hanno preso parte alla spedizione violenta. Una volta individuati, anche per questi soggetti verranno adottati i conseguenti provvedimenti di Daspo, al fine di prevenire future manifestazioni di violenza negli stadi e nelle aree circostanti gli eventi sportivi.

Contesto della partita e misure di sicurezza

La partita tra Udinese e Padova, valevole per i trentaduesimi di finale di Coppa Italia, ha rappresentato un evento sportivo di rilievo.

Il fischio d'inizio è stato fissato per le 18:30 del 15 agosto 2026. La presenza di un numero così elevato di tifosi ospiti, con oltre ottocento supporter padovani giunti a Udine, aveva già richiesto un'attenta pianificazione dei servizi di sicurezza.

L'organizzazione dell'evento aveva infatti predisposto specifiche misure per la gestione dell'ordine pubblico, inclusi servizi di scorta per le tifoserie. Nonostante queste precauzioni, la determinazione di un gruppo ristretto di ultràs ha portato agli incidenti. La vincente di questa sfida, l'Udinese, affronterà nel turno successivo della competizione la squadra che uscirà vincitrice dall'incontro tra Venezia e Modena, proseguendo il percorso nella Coppa Italia.