In Trentino è stato prontamente attivato il protocollo sanitario di emergenza, specificamente predisposto per la gestione di un sospetto caso di Ebola. Questa importante misura precauzionale è stata adottata in relazione a un adulto che, rientrato di recente dalla Repubblica democratica del Congo, ha manifestato sintomi compatibili con l'infezione da virus Ebola. L'applicazione delle rigorose procedure operative per la gestione dei casi sospetti è stata resa necessaria dalle direttive emanate dal Ministero della Salute, che stabiliscono i criteri per l'intervento in situazioni di questo tipo.
Attualmente, la persona coinvolta si trova in isolamento domiciliare, dove è monitorata e ritenuta a basso rischio di trasmissione. Nel corso del pomeriggio, squadre di operatori sanitari specializzati si recheranno presso l'abitazione per effettuare il prelievo dei campioni biologici necessari. Questi campioni saranno successivamente inviati per analisi approfondite all'ospedale Luigi Sacco di Milano, centro di riferimento per questo tipo di indagini diagnostiche. A titolo esclusivamente precauzionale, il Dipartimento di prevenzione di Asuit ha già dato il via alla mappatura preventiva di tutti i contatti stretti del soggetto. L'Azienda sanitaria trentina ha voluto sottolineare con chiarezza che l'attivazione di questo protocollo costituisce una procedura standard, parte integrante della consolidata rete di sorveglianza sanitaria, e non deve essere in alcun modo interpretata come una conferma di infezione.
Asuit ha inoltre ribadito l'importanza di ricordare che la trasmissione del virus Ebola avviene unicamente per contatto diretto con sangue, secrezioni o altri fluidi corporei di una persona già infetta, escludendo altre vie di contagio.
Le misure di sorveglianza sanitaria sui rientri
Il Ministero della Salute, con un'ordinanza emessa il 29 maggio, ha introdotto a livello nazionale un articolato sistema di misure di sorveglianza sanitaria specificamente dedicate alla malattia da virus Ebola. Queste disposizioni sono state concepite con l'obiettivo primario di assicurare un monitoraggio preventivo costante, in piena aderenza al principio di massima precauzione. La circolare ministeriale correlata definisce in dettaglio che ogni Regione e Provincia autonoma è tenuta a identificare le proprie strutture di malattie infettive quali centri di supporto specialistico.
Inoltre, è previsto l'obbligo di istituire un apposito indirizzo email al quale i cittadini provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo o dall'Uganda sono tenuti a comunicare il proprio ingresso nel territorio nazionale entro un termine di ventiquattro ore.
Strutture di riferimento e obblighi di segnalazione
In ottemperanza a tali direttive, l'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, operando in stretta collaborazione con il Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento, ha formalmente designato l'Unità operativa di malattie infettive dell'ospedale Santa Chiara di Trento quale centro di riferimento specialistico provinciale. Questo polo sanitario è incaricato di fornire consulenza e di assicurare un efficace coordinamento clinico-epidemiologico con il Dipartimento di prevenzione, elementi cruciali per la corretta valutazione e gestione dei profili di rischio.
Parallelamente, è stato attivato un indirizzo email istituzionale, dprevenzione_rientriestero@asuit.tn.it, specificamente dedicato a tutti coloro che fanno ingresso in Italia provenendo dai due paesi africani menzionati. La trasmissione della dichiarazione è un obbligo di segnalazione che deve essere adempiuto anche in assenza di sintomi, rafforzando ulteriormente il sistema di prevenzione.