L'Etna è in fase eruttiva con esplosioni continue dal cratere Voragine nella zona sommitale. Colate laviche fuoriescono da tre bocche, createsi dopo fratture a 2.750 metri, riversandosi nelle Valli del Bove e del Leone. Il tremore vulcanico si mantiene elevato, con oscillazioni contenute, secondo l'INGV di Catania.
Una diminuzione dell’emissione di cenere lavica ha permesso il ripristino degli atterraggi all’aeroporto di Catania. Le operazioni di volo, atterraggi e decolli, sono proseguite senza sosta notturna. Nonostante i disagi per voli dirottati o cancellati, lo scalo si avvia alla normalità operativa.
Monitoraggio e riapertura spazio aereo
L’avviso VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation), emesso dall’INGV di Catania, resta sul livello arancione, indicando attenzione per l’aviazione senza chiudere lo spazio aereo. L’aeroporto di Catania ha riaperto gli spazi aerei, valutando che l’attività esplosiva è in diminuzione e l’emissione di cenere è debole e confinata alle zone sommitali.
L'attività effusiva, dal Cratere di Sud-Est, vede la lava raggiungere quota 2.000 metri e dirigersi verso Sud-Ovest. Le condizioni sono definite "stazionarie" dall’INGV, che monitora l’eruzione.
L'Etna: il vulcano più alto d'Europa sotto osservazione
L'Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, è costantemente sorvegliato per rischi a popolazione e infrastrutture, in particolare l’aeroporto internazionale di Catania, snodo siciliano.
La gestione delle emergenze per le emissioni di cenere vulcanica avviene con collaborazione tra INGV, autorità aeroportuali e Unità di crisi, per minimizzare i disagi e garantire la sicurezza delle operazioni aeree.
La situazione resta sotto osservazione. L’attività eruttiva prosegue senza aggravamenti immediati. L’emissione di cenere, attualmente debole, è spinta dal vento in direzione Nord-Est e non ha causato ulteriori chiusure dello spazio aereo sopra Catania.