Una nuova fase parossistica ha interessato l’Etna, il vulcano attivo più alto d'Europa, con una spettacolare fontana di lava visibile dal cratere Voragine e una densa nube eruttiva che si è dispersa in direzione Sud-Est. Il fenomeno è stato preceduto da un repentino incremento dell’ampiezza media del tremore vulcanico, registrato a partire dalle 21 di ieri. Questo valore ha raggiunto livelli elevati, mostrando inizialmente una tendenza all'ulteriore aumento, per poi evidenziare una successiva diminuzione pur mantenendosi su soglie alte.

Il centroide delle sorgenti del tremore, dalle 21:15 di ieri, è stato localizzato con precisione nell’area del cratere Voragine, a una profondità stimata tra i 2.900 e i 3.000 metri sopra il livello del mare.

A seguito di questa intensa attività, l’avviso per il volo, noto come VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation), è stato innalzato al massimo livello di allerta: rosso. L’attuale fase eruttiva dell’Etna ha avuto immediate e significative conseguenze sull’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania. Mentre gli aerei già presenti nello scalo sono riusciti a decollare, ben tre voli in arrivo sono stati dirottati: il volo Ryanair proveniente da Roma Fiumicino e l’easyJet da Napoli sono stati reindirizzati verso l'aeroporto di Palermo, mentre il Delta Airline da New York ha dovuto atterrare a Roma Fiumicino.

L'impatto sull'aeroporto di Catania e le conseguenze sui voli

L’attività eruttiva del vulcano, che ha avuto inizio nella notte tra domenica e lunedì, ha causato la chiusura dell’aeroporto di Catania per oltre ventiquattro ore. Questa interruzione è stata necessaria a causa della massiccia emissione di cenere vulcanica. Nonostante le autorità abbiano disposto la ripresa delle operazioni a metà mattinata di martedì, il bilancio è stato pesante: circa 120 voli sono stati cancellati e più di 60 sono stati dirottati verso altri scali della regione. Molti viaggiatori hanno dovuto affrontare lunghi tragitti in autobus o con mezzi privati per raggiungere le proprie destinazioni. La colonna di cenere ha raggiunto un’altezza notevole, stimata in circa 1,5 chilometri, e il vento l'ha spinta prevalentemente verso sud.

Monitoraggio e contesto dell'attività eruttiva

L’ultimo avviso dell’Osservatorio Vulcanologico per l’Aviazione (VONA) relativo all’Etna ha evidenziato una forte attività stromboliana proveniente dai crateri sommitali e una continua e intensa emissione di cenere. I modelli previsionali, elaborati a partire dai dati meteorologici, indicano che la dispersione della cenere continuerà a interessare le aree meridionali nelle ore successive. È importante sottolineare che l’Etna aveva già avviato un nuovo processo eruttivo il 26 giugno, caratterizzato da emissioni di lava che avevano richiesto un innalzamento del livello di sorveglianza da parte delle autorità. Sebbene i flussi lavici si fossero completamente arrestati il 4 luglio, questa nuova e improvvisa emissione di cenere ha nuovamente condizionato la mobilità e i collegamenti aerei nell’area siciliana, alterando i piani di migliaia di viaggiatori.