La Guardia di Finanza del comando provinciale di Palermo ha svelato un complesso meccanismo di evasione fiscale che ha coinvolto due scuole paritarie, gestite dalla società cooperativa La Rocca di Cefalù. L'indagine ha portato alla contestazione di imposte evase per circa 660 mila euro e componenti positivi di reddito non dichiarati per oltre 1,5 milioni di euro, evidenziando gravi irregolarità nella gestione. L'operazione si inserisce in un'ampia attività investigativa che ha interessato le scuole La Scicolone di Cefalù e Ariosto di Termini Imerese, entrambe finite sotto la lente della procura di Termini Imerese.
L'attività investigativa ha preso il via da una precedente indagine dei Carabinieri, che aveva contestato alla presidente del consiglio di amministrazione, Patrizia Ficicchia, i reati di caporalato, estorsione e truffa. Il reato di caporalato è stato successivamente annullato dalla Cassazione, che ha stabilito la sua configurabilità esclusivamente in contesti agricoli. I finanzieri del gruppo di Termini Imerese hanno quindi approfondito i connessi profili di natura fiscale, ricostruendo quello che è stato definito un sistema di irregolarità nella gestione dei rapporti di lavoro e degli adempimenti tributari della società.
Meccanismi di Sfruttamento e Danno ai Lavoratori
Dall'analisi investigativa è emerso un meccanismo secondo cui parte delle retribuzioni, pur risultando formalmente corrisposte, sarebbe stata successivamente restituita dai lavoratori alla società.
Questo sistema avrebbe consentito alla cooperativa di conseguire indebiti vantaggi fiscali e avrebbe danneggiato oltre 150 lavoratori, tra docenti e personale amministrativo scolastico. Le verifiche hanno inoltre fatto emergere la simulazione di prestazioni di volontariato in luogo di regolari rapporti di lavoro e l'indebita percezione di contributi pubblici cofinanziati dall'Unione europea.
Le fiamme gialle hanno segnalato l'amministratore della società alla procura per il reato di dichiarazione infedele, e la cooperativa per la responsabilità amministrativa degli enti, chiedendo il sequestro preventivo per circa 105 mila euro. Questa inchiesta si inserisce in un filone più ampio che ha già visto, nel corso del 2024, l'esecuzione di misure cautelari e interdittive nei confronti di alcuni responsabili della cooperativa e il sequestro preventivo per equivalente di un milione di euro, tra immobili, rapporti bancari, auto e contanti.
Contesto delle Indagini e le Scuole Paritarie
Le scuole paritarie coinvolte sono istituti riconosciuti che operano nella provincia di Palermo. Le indagini hanno riguardato anche la regolarità dei progetti formativi e la frequenza ai corsi degli alunni, con la contestazione di false attestazioni per ottenere finanziamenti pubblici sia dal Ministero dell'Istruzione sia dall'Ufficio scolastico regionale per la Sicilia. In precedenti sviluppi dell'inchiesta, erano stati individuati 118 lavoratori costretti ad accettare condizioni retributive irregolari e richieste di restituzione di parte della paga percepita.
Per garantire la continuità dell'attività scolastica, il tribunale di Termini Imerese aveva nominato un commissario giudiziale, nonostante la notifica del sequestro preventivo.
L'attività investigativa prosegue per accertare ulteriori responsabilità e per il recupero delle somme indebitamente percepite, consolidando l'impegno contro le irregolarità nel settore della formazione.