Il debutto pubblico di Futuro Nazionale a Torino è stato segnato dallo slogan “No alla moschea”. Una cinquantina di militanti si è radunata in piazza del Municipio per contestare il progetto comunale di riqualificazione urbana delle ex Fonderie Nebiolo, nella periferia nord, che include studentato, centro culturale e uno spazio di culto musulmano. Durante il presidio, una delegazione ha consegnato a Palazzo Civico una proposta di delibera di iniziativa popolare. I manifestanti hanno esposto un grande striscione 'No alla moschea' e bandiere tricolori.

Enrico Forzese, portavoce di Futuro Nazionale a Torino, ha dichiarato che il loro 'No' al progetto è un 'Sì' ai cittadini, auspicando che l’amministrazione ascolti i residenti di Aurora e Barriera di Milano, quartieri in difficoltà, su cosa serva davvero per la riqualificazione, escludendo la moschea.

Il progetto e l'iter amministrativo

La nuova moschea nelle ex Fonderie Nebiolo rientra in un vasto intervento di riqualificazione urbana, illustrato dall’assessore Paolo Mazzoleni. Prevede un complesso multifunzionale (residenze studenti, spazi culturali, aree aperte). L’iter è iniziato con la dismissione dell’immobile (invenduto 2017-2019). Nel 2023, l’area è stata affidata a una fondazione legata alla Confederazione Islamica Italiana (diritto di superficie 99 anni).

Richiesta permesso di costruire nel 2024.

L’amministrazione ha chiarito che il progetto rispetta le norme urbanistiche e ha ottenuto pareri favorevoli, sebbene l’iter autorizzativo non sia concluso. I controlli si sono concentrati sulla correttezza delle dichiarazioni dei proponenti. Una parte degli spazi sarà accessibile al pubblico per attività culturali e associative.

Iniziativa popolare e raccolta firme

Al presidio di Futuro Nazionale, è stato annunciato che la campagna di raccolta delle 1.500 firme per la proposta di delibera di iniziativa popolare potrà avviarsi dopo il via libera della presidenza del consiglio comunale. Il movimento intende coinvolgere i residenti di Aurora e Barriera di Milano, ritenuti interessati dal progetto.

L’opposizione in consiglio comunale ha sollecitato maggiore trasparenza su finanziamenti, soggetti coinvolti e tempi di realizzazione, richiamando la necessità di verifiche approfondite e chiarezza per la credibilità istituzionale.