"I diritti, la tutela della persona e della famiglia non hanno confini. In questi giorni mi trovo in Africa e, come sempre, anche da qui, il nostro impegno resta rivolto soprattutto a chi vive in condizioni di maggiore vulnerabilità". A parlare è l’avvocato Mariarca Viscovo, presidente di Ius Mundi, che racconta così la filosofia alla base del progetto e la sua vocazione a superare qualsiasi barriera geografica quando si tratta di proteggere le persone e i nuclei familiari più fragili.

È proprio da questo principio che sta prendendo forma Ius Mundi, un progetto che punta a costruire un modello di assistenza, cooperazione e divulgazione incentrato sulla tutela dei diritti fondamentali, sulla salvaguardia dell’istituto familiare e, in particolare, sulla protezione dei minori e dei soggetti che vivono condizioni di vulnerabilità.

Ius Mundi, un progetto senza confini

La dimensione internazionale rappresenta uno degli elementi caratterizzanti dell’iniziativa. L’idea espressa dalla presidente Viscovo è quella di una tutela che non possa essere limitata dal luogo in cui una persona si trova.

Il costante presidio dei diritti fondamentali e la salvaguardia della famiglia vengono infatti indicati come principi che "travalicano qualsivoglia demarcazione geografica". Una prospettiva che porta l’impegno istituzionale e sociale a rivolgersi prioritariamente verso chi si trova in condizioni di maggiore fragilità.

L’obiettivo è sviluppare un sistema nel quale assistenza e supporto possano essere messi al servizio della persona e della famiglia, con particolare attenzione al superiore interesse del minore e alla protezione dei componenti del nucleo familiare.

Non soltanto un'attività di assistenza, dunque, ma anche un percorso di confronto e divulgazione, destinato a coinvolgere realtà e competenze differenti.

Dalla tutela dei minori alla conflittualità intrafamiliare

Il progetto si prepara inoltre ad ampliare il proprio campo di intervento. Accanto ai temi legati alla tutela dei minori, Ius Mundi intende infatti affrontare una questione particolarmente delicata: quella della conflittualità intrafamiliare.

A spiegarlo è l’avvocato Alberto Scerbo, che sottolinea come il progetto stia entrando in una nuova fase: "Il progetto, questa volta, oltre a toccare i temi minorili, affronterà un tema molto sensibile, che è quello della conflittualità intrafamiliare".

Una scelta che nasce dalla volontà di approfondire un fenomeno complesso e dalle molteplici implicazioni, soprattutto quando le dinamiche conflittuali coinvolgono direttamente i figli e l’equilibrio del nucleo familiare.

La conflittualità, nelle sue diverse forme, sarà quindi uno dei temi sui quali Ius Mundi intende concentrare la propria attenzione, con l’obiettivo non soltanto di descriverne le manifestazioni, ma anche di interrogarsi sulle modalità attraverso cui affrontarla.

Un confronto serio e costruttivo

L’intenzione è quella di affrontare il tema attraverso un momento di approfondimento qualificato, capace di mettere insieme competenze e punti di vista differenti.

"Avremo grandi ospiti e, con ogni probabilità, ci sarà un convegno tecnico-scientifico: un confronto serio e costruttivo sul tema della conflittualità", spiega Scerbo, indicando nella possibilità di un’assise tecnico-scientifica uno dei prossimi passaggi del progetto.

L’eventuale convegno dovrebbe rappresentare un momento di coordinamento e dibattito, con l’obiettivo di analizzare le dinamiche legate alla conflittualità endoconiugale e genitoriale e di favorire una riflessione approfondita su un fenomeno particolarmente delicato.

"Che cos’è la conflittualità? Dobbiamo darne una definizione e, soprattutto, capire come affrontarla", aggiunge l’avvocato Scerbo. Una domanda che racchiude la volontà di andare oltre una semplice descrizione del fenomeno, per interrogarsi sulle sue caratteristiche e sulle possibili modalità attraverso cui affrontarlo.

La dimensione tecnico-scientifica rappresenta quindi un elemento importante nella costruzione del progetto. L'intenzione è favorire un dibattito strutturato, nel quale possano incontrarsi competenze e prospettive diverse e nel quale la complessità delle situazioni familiari possa essere analizzata con attenzione.

Il superiore interesse del minore

Al centro dell’attività di Ius Mundi rimane comunque la tutela dei soggetti più vulnerabili. Il progetto pone particolare attenzione al minore e al principio del suo superiore interesse, insieme alla protezione degli altri componenti del nucleo familiare.

In presenza di situazioni di conflittualità, il tema assume una rilevanza ancora maggiore. Le dinamiche interne alla famiglia possono infatti coinvolgere direttamente i figli e rendere necessario un approccio capace di mettere la loro tutela al primo posto.

Da qui la volontà di garantire assistenza e supporto incondizionati, nella prospettiva di costruire strumenti che possano offrire sostegno alle persone coinvolte nelle situazioni più delicate.

L’azione di Ius Mundi si sviluppa quindi lungo un percorso che unisce tutela dei diritti, attenzione alla famiglia e protezione delle persone maggiormente esposte alle conseguenze delle situazioni di conflitto.

Cooperazione e divulgazione sul territorio

Un altro pilastro del progetto riguarda la costruzione di un modello di cooperazione e divulgazione che abbia una forte dimensione territoriale.

L’obiettivo è rendere l’attività di tutela più vicina al cittadino, favorendo un rapporto diretto con le comunità e creando occasioni di conoscenza e confronto. Il territorio diventa così uno spazio fondamentale per trasformare i principi della tutela dei diritti in un’attività concreta e accessibile.

La divulgazione assume, in questo senso, un ruolo centrale.

Informare e creare momenti di confronto significa anche aumentare la consapevolezza sui temi della famiglia, dei diritti fondamentali, della tutela dei minori e delle dinamiche conflittuali che possono svilupparsi all’interno dei nuclei familiari.

Un modello fondato sulla collaborazione

Ius Mundi punta dunque a mettere in relazione più dimensioni: assistenza, tutela, cooperazione, divulgazione e approfondimento scientifico.

Il progetto nasce dalla convinzione che la protezione della persona e della famiglia richieda un impegno costante e che le situazioni di vulnerabilità debbano rappresentare una priorità.

In questa prospettiva, anche la presenza della presidente Viscovo in Africa diventa parte di una visione più ampia: l’impegno per la tutela dei diritti, nelle intenzioni espresse, non si ferma davanti ai confini geografici.

La dimensione internazionale non sostituisce quella territoriale, ma si affianca ad essa. Da un lato, infatti, viene ribadita una concezione della tutela dei diritti priva di confini; dall’altro, il progetto punta a sviluppare un modello di cooperazione e divulgazione più vicino al cittadino.

La conflittualità al centro del prossimo confronto

Il prossimo appuntamento rappresenterà quindi un passaggio importante per il progetto. Il possibile convegno tecnico-scientifico sarà l’occasione per affrontare uno dei temi più delicati individuati da Ius Mundi: la conflittualità intrafamiliare, con particolare riferimento alle dinamiche endoconiugali e genitoriali.

L’obiettivo sarà quello di costruire un confronto "serio e costruttivo", come sottolineato da Scerbo, partendo innanzitutto dalla necessità di comprendere il fenomeno, definirne i contorni e individuare possibili modalità di intervento.

La presenza di grandi ospiti, annunciata dallo stesso avvocato, dovrebbe contribuire ad ampliare il confronto e a favorire una riflessione articolata su una tematica che interessa direttamente la dimensione familiare e, soprattutto, può avere ricadute sui soggetti più vulnerabili.

Il percorso di Ius Mundi si sviluppa così attorno a un principio chiaro: la tutela dei diritti fondamentali, della persona e della famiglia non può avere confini.

Ius Mundi si prepara quindi a sviluppare un percorso che tiene insieme tutela dei minori, protezione della famiglia, attenzione alle situazioni di fragilità, cooperazione territoriale e confronto tecnico-scientifico.

L’obiettivo dichiarato è portare la tutela dei diritti sempre più vicino alle persone, attraverso un modello di collaborazione capace di coniugare assistenza, conoscenza e presenza sul territorio, senza perdere di vista una dimensione più ampia nella quale la tutela della persona e della famiglia possa superare ogni confine geografico.