Un uomo di circa trent’anni, di nazionalità italiana, è stato arrestato nella mattinata di venerdì 8 maggio dagli agenti della Polizia di Stato. L’accusa è di furto aggravato in flagranza e ricettazione. I fatti si sono svolti all’interno dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, durante un servizio di controllo e vigilanza nei corridoi della struttura ospedaliera.
L’episodio ha avuto inizio quando i poliziotti hanno notato il trentenne discutere con un infermiere, subito dopo essere uscito da una stanza di degenza. La sua presenza, in un momento in cui le visite non erano consentite, ha insospettito gli agenti, che sono intervenuti per chiarire la situazione.
L'intervento della Polizia e il ritrovamento dei telefoni
Poco dopo, una donna ricoverata nella stessa camera ha segnalato agli agenti il furto del proprio telefono cellulare. Gli operatori della Polizia di Stato hanno quindi proceduto con una perquisizione personale del sospettato. L'uomo è stato trovato in possesso non solo del dispositivo appena sottratto, ma anche di altri due telefoni cellulari. Un dettaglio significativo è che su uno di questi ultimi era già stata rimossa la carta SIM, rafforzando l'ipotesi di ricettazione.
La sicurezza all'Ospedale Santa Chiara
L’Ospedale Santa Chiara di Trento è una delle principali strutture sanitarie della provincia, gestita dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) del Trentino.
Offre servizi di emergenza, degenza e numerose specialità mediche, accogliendo migliaia di pazienti. La sicurezza interna è garantita da servizi di vigilanza e dalla collaborazione con le forze dell'ordine, essenziale per prevenire episodi di criminalità e tutelare personale e degenti.
L’arresto del trentenne, grazie alla prontezza degli agenti, rappresenta un intervento tempestivo ed efficace. Tale azione è stata fondamentale per tutelare i pazienti e assicurare il regolare svolgimento delle attività sanitarie all’interno della struttura.