Il corpo senza vita di un giovane di 21 anni, scomparso dal 14 agosto nelle acque del lago di Como, è stato ritrovato la mattina del 18 agosto 2026 dalla Guardia Costiera. L'epilogo tragico giunge dopo cinque giorni di intense ricerche, culminate con il recupero del corpo a una profondità di 357 metri, nel bacino lacustre di Tremezzina.
La vicenda aveva avuto inizio quando il ragazzo si era tuffato da un motoscafo a noleggio al largo di Lenno e, per ragioni ancora da chiarire, non era più riemerso. L'allarme aveva immediatamente innescato una vasta operazione di ricerca e soccorso, che ha visto il coinvolgimento di numerose forze specializzate.
Ricerche complesse e l'impiego di tecnologia avanzata
Le operazioni di ricerca, coordinate dal Reparto Operativo della Guardia Costiera di Milano, si sono avvalse di strumenti tecnologici all'avanguardia. Cruciale è stato l'impiego di un Rov, un robot sottomarino capace di operare fino a 500 metri di profondità. Questo dispositivo si è rivelato determinante per scandagliare i fondali del lago, particolarmente impegnativi per la loro conformazione.
Il ritrovamento e il successivo recupero del corpo, avvenuto a 357 metri di profondità, sono stati resi possibili grazie all'intervento congiunto di diverse squadre. Un ruolo decisivo è stato svolto dai Volontari del Garda, che hanno operato in stretta sinergia con il personale della Guardia Costiera e il 5° Nucleo della Guardia Costiera di Genova.
Hanno partecipato attivamente anche i Vigili del Fuoco, con sommozzatori giunti in elicottero da Milano nelle prime fasi della scomparsa.
La complessa macchina dei soccorsi ha visto inoltre la partecipazione delle unità navali della Squadra Acque Interne della Polizia di Stato della Questura di Como e delle unità navali della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza del ROAN di Como. La sinergia tra questi corpi ha garantito una copertura capillare dell'area interessata dalle ricerche.
Collaborazione inter-istituzionale e supporto logistico
Un aspetto fondamentale per il successo delle operazioni è stato il supporto logistico e la stretta collaborazione tra enti. L'Amministrazione Comunale di Tremezzina e l'Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori hanno fornito l'assistenza necessaria ai Volontari del Garda e a tutti gli altri operatori.
Questo supporto ha incluso l'assicurazione degli ormeggi per le imbarcazioni e la gestione della logistica per il personale, elementi cruciali per sostenere le attività di ricerca protrattesi per più giorni.
L'intervento coordinato e la dedizione di tutte le forze coinvolte hanno permesso di portare a termine le operazioni di ricerca con il ritrovamento del giovane. La profondità a cui è stato individuato il corpo, superiore ai 350 metri, sottolinea la complessità e la difficoltà delle operazioni condotte in un ambiente impegnativo come quello del lago di Como.