Una nuova opera della street artist Laika è apparsa a Roma nella notte tra il 9 e il 10 agosto 2026, in via Po 16A, davanti alla sede del Gruppo Investire. La società è proprietaria dell’immobile che, fino allo scorso 31 luglio, era stato occupato da Spin Time. L’installazione, realizzata su una delle tende utilizzate dagli attivisti, raffigura una ragazza che impugna uno scudo con il logo di Spin Time, trafitto da tre frecce che simboleggiano speculazione, repressione e abbandono.

“Voglio dare un segnale alla proprietà dell’immobile – ha dichiarato Laika – La lotta per Spin Time non si ferma.

Troverete tende ovunque se sarà necessario. Mettere fine a questa esperienza significherebbe uccidere un meraviglioso esempio di rigenerazione urbana, un progetto che offre una risposta concreta alle carenze sociali e culturali di Roma. Non possiamo permetterlo. Spin Time deve tornare pubblico! Tutto il mio sostegno va agli abitanti e agli attivisti che resistono.” L’artista ha sottolineato come Spin Time sia un bene comune e un’alternativa a un sistema che privatizza le città e alimenta la speculazione a discapito della collettività.

Laika ha criticato anche il Governo, definendolo il “Governo della repressione”, per la sua presunta interferenza nelle trattative di acquisto dell’immobile. Rivolgendosi al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha aggiunto: “A qualche centinaio di metri da qui c’è un enorme palazzo con quattro fascisti dentro che da anni non fanno altro che seminare odio e violenza.

Concentratevi su quello.”

Spin Time: un laboratorio sociale e culturale

Situato in via Santa Croce di Gerusalemme, nel centro di Roma, il palazzo di nove piani di Spin Time è stato occupato da circa 400 persone di 26 nazionalità. Negli anni, è diventato una vera e propria infrastruttura sociale, punto di riferimento riconosciuto e frequentato da oltre cento associazioni, collettivi e realtà culturali e sociali. Offrendo arte, servizi e cultura, Spin Time si è affermato come laboratorio politico e sociale, una piazza permanente per costruire una Roma che non si arrenda alla rendita e alla speculazione.

Secondo gli attivisti, Investire Sgr, proprietaria dell’immobile, ha perseguito lo sgombero di Spin Time, rifiutando interlocuzioni con il Comune e puntando alla valorizzazione speculativa dell’edificio.

Questa linea segna una frattura tra due idee opposte di città: una piegata alla rendita, dove spazi collettivi diventano merce, e l'altra che li considera diritti. Spin Time rappresenta un’alternativa concreta ai processi di privatizzazione e di turistificazione senza regole che trasformano interi quartieri in luoghi di transito.

Il valore di Spin Time: un bene comune da difendere

Per le comunità che lo animano, Spin Time è un bene comune e un’alternativa all’isolamento urbano. La sua funzione sociale è cruciale per una città che rimetta al centro comunità, legami e relazioni, opponendosi a una visione della città come oggetto di rendita e speculazione. Per questo, Spin Time è una linea che non può essere oltrepassata.

Far terminare questa esperienza non sarebbe un semplice atto amministrativo, ma una prova di forza simbolica: un messaggio intimidatorio rivolto a tutti quegli spazi che provano a sottrarre territori alla speculazione. Colpire Spin Time significherebbe colpire un’idea di città come bene comune.

L’Agorà cittadina del 23 aprile, tenutasi negli spazi di Spin Time, è nata da questa consapevolezza. Non un evento isolato, ma un passaggio politico per costruire azioni condivise. Al centro vi erano parole chiave come il primato dello spazio pubblico, il diritto all’abitare, l’uso sociale degli immobili e la partecipazione reale ai processi decisionali. Lo slogan “Contro i nuovi Kings” ha attraversato questa fase, opponendosi a chi governa Roma con la logica dei fondi e dei rendimenti, escludendo chi la città la vive. L’obiettivo è rimettere al centro comunità e relazioni, costruendo un fronte largo capace di opporsi alla “città-vetrina” e alla “città-azienda”.