In occasione delle commemorazioni per l’eccidio nazifascista avvenuto il 10 agosto 1944 in piazzale Loreto, a Milano, il 10 agosto 2026, il presidente dell’Anpi Provinciale di Milano, Primo Minelli, ha espresso una ferma condanna nei confronti delle recenti dichiarazioni di Roberto Vannacci. Minelli ha dichiarato con enfasi: “Penso che mio papà, che è stato partigiano, si rivolterebbe nella tomba”. Questo riferimento diretto è stato fatto in relazione alle parole di Vannacci sul “rastrellare Rogoredo” e alla presentazione di Carmelo Burgio come candidato di Futuro Nazionale per Milano.

Minelli ha proseguito, affermando che “noi pensavamo di non sentire più parole drammatiche come ‘remigrazione’ che vuole dire deportazione. Purtroppo ci stiamo abituando, questa è la cosa drammatica: non possiamo accettare l’indifferenza di fronte a questi fenomeni”. Il presidente dell'Anpi ha inoltre sottolineato con forza che Vannacci “è un fascista e come tale il mio giudizio è già in questa parola”. Tali dichiarazioni sono state rilasciate nel contesto delle celebrazioni della Resistenza a Milano, una città insignita della medaglia d’oro per il suo ruolo nella lotta antifascista.

La condanna delle dichiarazioni di Vannacci e l'allarme sulla "remigrazione"

Le affermazioni di Primo Minelli giungono come risposta diretta alle recenti uscite pubbliche di Roberto Vannacci, in particolare la sua proposta di “rastrellare Rogoredo”, e alla candidatura di Carmelo Burgio con Futuro Nazionale per la città di Milano.

Minelli ha ribadito la grave portata di termini come “remigrazione”, associandoli esplicitamente ai concetti di deportazione e mettendo in guardia contro il rischio di assuefazione a tali discorsi. Ha inoltre evidenziato l’imperativo di non cedere all’indifferenza di fronte a questi fenomeni che minacciano la coesione sociale e i valori democratici.

L'impegno dell'Anpi per la continuità antifascista e l'appello alle forze politiche

Primo Minelli, intervenuto anche in occasione della presentazione della neo sezione aziendale Anpi del Comune di Milano, ha riaffermato con decisione l’importanza della continuità antifascista per la città. Ha lanciato un chiaro appello a tutte le forze politiche, affinché Milano, in quanto città decorata per la Resistenza, mantenga una linea coerente con i valori costituzionali e i principi dell’antifascismo.

Minelli ha descritto Roberto Vannacci come “un pericolo per la democrazia” e ha esortato i giornalisti a non concedere spazio a idee che ha definito “irrealizzabili, ma soprattutto pericolose”. Secondo il presidente dell'Anpi, affrontare temi come “camerati”, “X mas”, “remigrazione” e le discussioni sui femminicidi senza un’attenta considerazione della Carta Costituzionale rappresenta un serio rischio per la società e le sue fondamenta democratiche.