Sono ore di apprensione nel Centro Cadore e al confine con il Friuli per la scomparsa di un escursionista ottantenne. L'uomo, residente a Domegge di Cadore (Belluno), non ha fatto ritorno da un'escursione in montagna intrapresa nella mattinata di ieri. Le ricerche, che vedono impegnate oltre cinquanta persone, sono scattate ieri sera dopo l'allarme lanciato dal fratello attorno alle 22:00.
L'anziano, abile camminatore e profondo conoscitore del territorio, aveva lasciato l'auto sotto il Rifugio Padova. Le prime perlustrazioni notturne del Soccorso alpino del Centro Cadore si sono concentrate sui sentieri circostanti.
La vasta operazione coinvolge ora oltre cinquanta persone e numerose squadre: il Soccorso alpino (Centro Cadore, Pieve di Cadore, Auronzo, Guardia di finanza), i Vigili del fuoco e i Carabinieri forestali. Per supportare le ricerche, sono impiegate unità cinofile e droni, affiancati dagli elicotteri della Guardia di finanza, dei Vigili del fuoco e dell’Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, che sorvolano l'area.
Le operazioni si concentrano a Forcella Spe
Un importante sviluppo ha permesso di focalizzare le ricerche: una squadra ha rintracciato la firma dell'uomo, risalente a ieri, sul libro del Bivacco Gervasutti a Forcella Spe. Questa località, al confine tra il Cadore e il Friuli, è ora il fulcro delle operazioni.
La zona, particolarmente impervia, include il tracciato dismesso del sentiero alpinistico Arturo Marini. Per le complesse operazioni in quest'area, è stato richiesto il supporto del Soccorso alpino friulano. Il cellulare dell'uomo risulta non raggiungibile, complicando gli sforzi di localizzazione.
Le complesse attività di ricerca e soccorso in ambiente montano, come quelle in atto, richiedono una stretta sinergia tra le diverse forze. Il Soccorso alpino, in collaborazione con Vigili del fuoco, Carabinieri forestali e Guardia di finanza, sta impiegando tutte le risorse disponibili, inclusi droni ed elicotteri, per coprire le vaste e impervie aree. L'impiego di unità cinofile specializzate si rivela cruciale per la localizzazione in zone di difficile accesso, ottimizzando gli sforzi e le tempistiche in questa delicata operazione.