A Porto Cesareo, nel cuore del Salento, un grave episodio di violazione ambientale ha suscitato scalpore e indignazione. Il vicesindaco Stefano My ha denunciato pubblicamente il parcheggio di un pick-up Ford Ranger Raptor direttamente sul fragile cordone dunale del litorale di Padula Fede, un'area dove sosta e transito sono severamente proibiti per la tutela dell'ecosistema. L'amministratore ha diffuso un video sui social, mostrando il veicolo sulle dune e sottolineando la gravità del gesto.

Nel video, My ha dichiarato: “Qui non si tratta d'inciviltà, ma di essere balordi.

Salire con questo fuoristrada sulla duna è un atto di presunzione e arroganza, una chiara mancanza di rispetto”. Pur esprimendo il desiderio di danneggiare il veicolo, ha subito chiarito di aver contattato le forze dell'ordine. L'intervento tempestivo della Guardia Costiera ha portato alla sanzione del proprietario del pick-up.

Controlli e tutela delle dune nella Riserva di Porto Cesareo

Questo episodio si inserisce in un contesto di costante attenzione e controlli nell'area protetta di Porto Cesareo. Le dune costiere sono un habitat fragile e di inestimabile valore, tutelato da norme nazionali e internazionali. Un precedente significativo si era verificato il 28 giugno a Punta Prosciutto, dove gli ispettori ambientali avevano scoperto una tavolata abusiva allestita sul cordone dunale, in una zona altamente vulnerabile.

I responsabili erano stati identificati e sanzionati.

Norme di comportamento e sanzioni nell'area protetta

La Riserva marina e terrestre di Porto Cesareo ribadisce con forza che il cordone dunale è un ecosistema protetto e ne è vietato il calpestamento al di fuori dei percorsi autorizzati. Per accedere alla spiaggia, è obbligatorio utilizzare i sentieri con passerelle in legno, appositamente installati per preservare la delicata vegetazione e prevenire danni all'habitat. Numerosi cartelli informativi richiamano i visitatori al rispetto delle regole di condotta. Violazioni come il parcheggio abusivo di veicoli sulle dune o l'allestimento non autorizzato di aree picnic comportano severe sanzioni amministrative, applicate dalle autorità competenti, tra cui la Guardia Costiera e gli ispettori ambientali, a salvaguardia del prezioso territorio.