A Sorrento, un immobile abusivo di circa 400 metri cubi, situato in un'area sottoposta a stringenti vincoli paesaggistici e ambientali, è stato finalmente demolito. L'intervento, disposto dalla Procura di Torre Annunziata, ha dato esecuzione a una sentenza diventata irrevocabile già alla fine del 2007. La costruzione, adibita ad abitazione e sita in via Santa Lucia, civico 27, era di proprietà di un imprenditore noto per aver capeggiato un comitato cittadino contro gli abbattimenti e per aver promosso proteste pubbliche, anche contro dipendenti comunali.

Lungo iter giudiziario e amministrativo

L'edificio, esteso su circa 150 metri quadrati e sviluppato su un unico piano con pareti in muratura e tetto in legno, era stato nel tempo destinatario di numerosi provvedimenti comunali di demolizione, tutti rimasti inattuati. La Procura ha evidenziato come il Comune di Sorrento avesse emesso molteplici ordinanze di abbattimento, l'ultima delle quali nel luglio 2023, senza che queste trovassero concreta attuazione. Nonostante le opere abusive fossero state acquisite al patrimonio indisponibile del Comune, in quanto considerate non condonabili e insuscettibili di sanatoria, esse erano rimaste nella piena disponibilità dei proprietari. Già nel 2013, la Procura aveva emesso un'ingiunzione a demolire, notificata l'anno successivo.

Negli anni, i proprietari avevano tentato di regolarizzare la posizione dell'immobile, presentando diverse istanze di accertamento di conformità, tutte però respinte dal Comune e, in seguito, dal Tar Campania, che aveva rigettato sia la richiesta di annullamento sia quella di sospensione cautelare.

Vincoli territoriali e fasi finali dell'abbattimento

L'area su cui sorgeva l'immobile è classificata come zona agricolo-ambientale ed è soggetta a molteplici e severi vincoli: quelli imposti dal Piano urbanistico comunale, dal Piano territoriale paesistico (PTP), dal vincolo paesaggistico previsto dal Decreto Legislativo 42/2004 e dal vincolo sismico. Un tentativo di autodemolizione, autorizzato dalla Procura nell'aprile 2024, si era rivelato insufficiente e l'autorizzazione era stata successivamente revocata.

In quell'occasione, erano stati rimossi solo una legnaia, un piccolo manufatto in muratura, una pavimentazione esterna e una tettoia, lasciando intatto il corpo principale dell'abitazione. La vicenda si è conclusa nel giugno 2026, quando il Tribunale di Torre Annunziata ha respinto sia l'istanza di revoca o sospensione dell'ordine di demolizione sia la richiesta di una nuova autorizzazione all'autodemolizione presentate dai proprietari. Le operazioni di abbattimento, protrattesi per alcune settimane, sono state coordinate dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sorrento, con il fondamentale supporto della Compagnia dei Carabinieri, della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco di Napoli.