Un sequestro preventivo è stato eseguito a Sorrento nei confronti dell'intera area e del cantiere del complesso eliportuale “Le Tore”. L'operazione, condotta dalla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e dalla stazione navale della Guardia di Finanza di Napoli, fa seguito a un decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della procura oplontina.
Le indagini hanno rivelato che i lavori di riqualificazione del complesso sono stati realizzati quasi interamente all’interno di un'area naturale protetta, parte dei siti della Rete Natura 2000.
Questa zona è riconosciuta come sito di importanza comunitaria e soggetta a molteplici vincoli paesaggistici e ambientali. A seguito di queste scoperte, un dirigente e un funzionario del settore lavori pubblici del Comune di Sorrento sono stati indagati per reati in materia urbanistica e paesaggistica.
Dettagli sulle contestazioni
È emerso inoltre che la Conferenza dei servizi, indetta per il progetto, non avrebbe potuto avere carattere decisorio. Questo perché il progetto presentato non possedeva le caratteristiche di un progetto esecutivo, configurandosi invece come un mero progetto di fattibilità tecnico-economica.
L'area interessata dal sequestro rientra nei siti della Rete Natura 2000, una rete ecologica europea fondamentale per la conservazione di habitat naturali e specie di flora e fauna rare o minacciate.
Le aree comprese in questa rete sono soggette a specifici vincoli e tutele ambientali, mirati a preservare la biodiversità e a contenere l'impatto delle attività antropiche.
La Rete Natura 2000: vincoli e obiettivi
La Rete Natura 2000 include siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale, identificati dagli Stati membri dell'Unione Europea su basi scientifiche. Tutte le attività all'interno di queste zone richiedono valutazioni di incidenza ambientale e sono sottoposte a rigorosi controlli per prevenire danni agli ecosistemi protetti.
Nel contesto del complesso eliportuale di Sorrento, le autorità hanno accertato che le opere sono state realizzate in un'area con vincoli paesaggistici e ambientali, senza la necessaria approvazione del progetto in forma esecutiva. Il sequestro preventivo è stato quindi disposto per bloccare la prosecuzione delle attività contestate e per salvaguardare lo stato dei luoghi in vista di ulteriori accertamenti.