Un'importante operazione congiunta condotta dalla Procura di Cagliari e dal Corpo forestale della Stazione di Pula ha portato allo smantellamento di una banda organizzata, composta da almeno venti persone, dedita al bracconaggio con armi clandestine e allo spaccio di droga nel sud della Sardegna. L'inchiesta, avviata nel 2024, si è concentrata sulle attività illecite perpetrate nei territori di Pula, Sarroch e Villa San Pietro.

Nei giorni scorsi, il pubblico ministero ha formalmente concluso le indagini preliminari, notificando gli atti relativi a tutti gli indagati.

L'intervento ha condotto all'arresto di otto persone: tre sono state tradotte in carcere, mentre altre cinque sono state poste agli arresti domiciliari. Gli accertamenti investigativi hanno rivelato che il gruppo criminale operava prevalentemente nell'area compresa tra i tre comuni menzionati, dove si concentravano le azioni di caccia illecita e gli altri reati contestati.

Le accuse e i dettagli dell'attività criminale

L'attività investigativa ha messo in luce un vasto sodalizio criminale che si dedicava sia al bracconaggio, utilizzando armi clandestine, sia alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le operazioni illecite si svolgevano in particolare all'interno del Parco Regionale di Gutturu Mannu e lungo la costa del Sulcis.

Il Corpo forestale ha eseguito diverse ordinanze di misura cautelare, tra cui gli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico per alcuni degli indagati.

Le accuse formulate nei confronti dei membri della banda includono la detenzione e il porto di armi clandestine specificamente finalizzate al bracconaggio, oltre a gravi violazioni in materia di stupefacenti. Nel corso delle indagini, è stato fermato e denunciato anche un uomo residente a Pula, sebbene titolare di regolare licenza di porto di fucile per uso caccia. L'individuo è stato sorpreso ad abbattere un cinghiale durante un'attività di bracconaggio, venendo incriminato per caccia in periodo non consentito e per l'utilizzo di munizionamento vietato, in particolare pallettoni.

L'intervento del Corpo forestale della Sardegna

Il Corpo forestale della Regione Sardegna, in quanto ente regionale preposto alla prevenzione e repressione dei reati ambientali, ha svolto un ruolo cruciale in questa operazione. Le sue competenze si estendono alla tutela della fauna e del patrimonio naturale, con un focus sul contrasto al bracconaggio e sulla vigilanza delle aree protette. La collaborazione con l'autorità giudiziaria è fondamentale per l'applicazione delle leggi in materia ambientale e di pubblica sicurezza.

Le azioni condotte nei territori di Pula, Sarroch e Villa San Pietro rientrano nelle principali attività di controllo e monitoraggio del territorio, essenziali per prevenire e reprimere fenomeni di illegalità legati alla caccia e al traffico di sostanze stupefacenti.

L'intervento coordinato tra la Procura di Cagliari e il Corpo forestale ha permesso di interrompere efficacemente le attività criminali della banda, rafforzando significativamente la tutela delle aree naturali coinvolte e la sicurezza pubblica.